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Accordo Pdl-Lega: si tratta di un "grande bluff"?

Da Arcore nulla di nuovo. Niente calo delle tasse né fisco

I leghisti non brindano: “Vertice interlocutorio”

Da Arcore nulla di nuovo. Niente calo delle tasse né fisco
07/06/2011, 13:06

ROMA - Che si sia trattato o meno solo di un grande bluff, sta di fatto che l’accordo targato Pdl-Lega sembra fare acqua. Alla fine di un vertice prolungatosi per diverse ore, nonostante le parole rassicuranti del neo segretario del Pdl, non ha forse tutti i torti chi sostiene che ad Arcore la montagna sia stata in grado di partorire un topolino. È proprio questa l’impressione che va a consolidarsi tra i più: da villa San Martino in realtà, benché se ne dica il contrario, non è venuto fuori nulla di che.
Niente calo delle tasse, né riforma del fisco, come quella chiesta da Berlusconi: in altre parole, il ministro Tremonti ha tenuto duro e il suo parere ha pesato più di ogni altra cosa. Non è andata in porto, infatti, l’operazione “rilancio”, proprio quella sognata dal premier come riscatto personale, per liberarsi dal peso della sconfitta elettorale. Ed era proprio questa la prova che più interessava tanto al presidente del Consiglio, quanto al Carroccio. Proprio dalla Lega, infatti, arrivano elementi in grado di far capire quale sia stata la reale portata della giornata di Arcore, di quella che sin dalle prime ore era stata preannunciata come un “grande giornata calda”.
“Il vertice di Arcore? Diciamo interlocutorio”: è stato questo il commento basso del senatur. Proprio la delegazione leghista si era mostrata, dopo la sconfitta elettorale, come la più guerrafondaia ed era stata lei stessa a chiedere un cambio di passo del governo. Alla fine il Carroccio torna a casa a mani vuote e con un bagaglio di ansia in più: cosa dirà e cosa offrirà, il prossimo 19 giugno, in occasione della domenica di Pontida, ai suoi elettori? Allo stato attuale, solo mezze promesse su una futuribile riforma del fisco, che però, per il momento, resta un sogno.
Ad Arcore, dunque, solo una inutile pantomima? Di sicuro non è venuto fuori nulla di nuovo sulla crisi economica e sui problemi del Paese. In compenso, però, si è parlato dello spostamento dei ministeri al Nord: l’orientamento sarebbe quello di spostare uffici di rappresentanza di alcuni dicasteri, pur se “altamente operativi”. Altra operazione inutile.

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di Antonio Formisano
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