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A Varese per la chiusura della campagna elettorale

Da Bossi uno schiaffo e una carezza a Berlusconi

“Hai ragione, ma non puoi parlare solo di magistrati”

Da Bossi uno schiaffo e una carezza a Berlusconi
28/05/2011, 11:05

Nel giro di chiusura di campagna elettorale Umberto Bossi, come è consuetudine ormai da diverso tempo, dà una carezza e uno schiaffo a Silvio Berlusconi. A Varese, dove il senatur si è recato per l’ultimo appuntamento di appello al voto, Bossi sembra quasi voler impartire una lezione di strategia politica al presidente del Consiglio. E lo fa sul tema della giustizia, ossia la spina nel fianco del Cavaliere, che di tale “patologico” problema ha voluto addirittura investire tutti i leader del G8. Silvio Berlusconi “ha un bel pò di ragioni, a volte ci sono troppi magistrati che tendono a sinistra”, però se poi parla solo di toghe, è stato il monito del senatur, “non ci guadagna, la gente non lo segue”.
Il leader del Carroccio ha quindi consapevolmente girato il coltello nella piaga e ha voluto richiamare Berlusconi ai temi che più direttamente toccano la gente, ossia gli elettori. “È difficile dare torto a Berlusconi, ha avuto tanti danni, certo però che la gente poi non lo segue, perchè chiede anche cose concrete come i posti di lavoro. Ma se parla solo di magistrati non ci guadagna”, ha detto durante il comizio a Varese.
Con il ministro delle Riforme a Varese si è ritrovato lo stato maggiore del Carroccio: il ministro dell’Interno Roberto Maroni, il titolare della Semplificazione Roberto Calderoli, il capogruppo alla Camera Marco Reguzzoni, il capo delegazione al Parlamento Europeo Francesco Speroni e il segretario lombardo Giancarlo Giorgetti. Bossi ha voluto ricordare alla piazza la recente approvazione del federalismo fiscale e ha confermato la richiesta dell’ulteriore passaggio al decentramento dei ministeri. Ha anche rilanciato il suo impegno contro “il centralismo, che oggi è anche in Europa: la realtà dei nostri tempi è questa - ha detto - ci sono sempre più centralismi e sempre meno democrazia”.

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di Antonio Formisano
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