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Cinque i punti cardine: le riforme da fare in fretta

Da Confindustria un “manifesto per salvare l’Italia”

“Pronti a discuterne con il governo. Altrimenti divisi”

Da Confindustria un “manifesto per salvare l’Italia”
23/09/2011, 15:09

FIRENZE – “Vogliamo un cambiamento vero e lo vogliamo velocemente. Basta vivacchiare”: un nuovo e duro attacco, ancora una volta targato Confindustria, colpisce il governo e il suo operato. Questa volta però non si tratta della solita critica, perché Confindustria, come la sua presidente ha fatto sapere, ha deciso di passare all’azione, presentando un piano sul quale spera di ottenere la collaborazione dell’esecutivo.
È nel corso dell’assemblea degli industriali toscani a Firenze che Emma Marcegaglia si scaglia contro l’esecutivo e la sua Manovra iniqua, fatta “di piccole cose che non modificano la situazione di stallo in cui versa il Paese”, lanciando un messaggio a chiare lettere: Confindustria è pronta a scindere le sue responsabilità da quelle del governo. Il tutto, ovviamente, in nome di un reale cambiamento.
Proprio per questo Confindustria, insieme con altre associazioni imprenditoriali, presenterà al governo “un manifesto delle imprese per salvare l’Italia”: un documento sulle riforme da fare in fretta, per cambiare le aspettative e tornare a crescere. Tale manifesto, ha spiegato la stessa Marcegaglia, “dirà chiaramente quali sono le riforme che vanno fatte”. Poche riforme, che però secondo la presidente Marcegaglia servono a rilanciare l’Italia: riduzione della spesa pubblica, riforma delle pensioni e del fisco, liberalizzazioni delle professioni e dei servizi pubblici locali, infrastrutture, vendita dei beni pubblici sono i cinque punti cardine del documento. Ora, secondo Marcegaglia, occorre fare le riforme “molto velocemente, perchè non abbiamo più tempo; l’Italia deve affrontare i veri nodi che non sono mai stati affrontati. Abbiamo bisogno di cambiare passo, dobbiamo dimostrarlo ai mercati finanziari per ridare fiducia anche ai cittadini”.
La riduzione della spesa pubblica, ha osservato Marcegaglia, resta la priorità numero uno, e soprattutto questa “non va fatta con tagli lineari”: serve una riforma delle pensioni “perché non è più possibile che un Paese con problemi come i nostri mandi in pensione le persone a 58 anni, anche per un problema di equità generazionale. Occorre fare una riforma in linea con l’Europa e parte dei soldi recuperati si potrebbe utilizzare per abbassare il cuneo fiscale a partire dai giovani”.

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di Antonio Formisano
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