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Impazza il toto-date per far rientrare tutti i processi

Da Mills a Ruby, troppi gli impegni processuali del premier

Intanto le udienze per Ruby anche di venerdì o sabato

Da Mills a Ruby, troppi gli impegni processuali del premier
11/03/2011, 16:03

MILANO – Riprende il processo Mills, ma Silvio Berlusconi non è in aula. Se non attraverso una lettera fatta recapitare ai giudici della decima sezione penale attraverso i suoi legali. In questo processo, ricordiamolo, sul capo del premier pende l’accusa di corruzione in atti giudiziari del legale inglese David Mills: in altre parole Berlusconi è accusato di aver corrotto il testimone David Mills. Il processo, sospeso l’anno scorso in attesa della decisione della Corte Costituzionale sul legittimo impedimento, riprende questa mattina, ma come già preannunciato il presidente del Consiglio non si è presentato in aula, affidando ai suoi difensori, Piero Longo e Niccolò Ghedini, una missiva: nella stessa spiega di essere impedito a seguire i lavori del procedimento, ma che consente comunque a che si proceda, senza chiedere quindi alcun rinvio, “perchè i miei legali – ha voluto sottolineare il Cavaliere - mi hanno informato che si tratterà solo di questioni relative all’organizzazione”. Intanto i giudici della decima sezione penale hanno tracciato la tabella di marcia: nuove udienze da celebrare da qui a luglio. La prossima udienza del procedimento è stata fissata al prossimo 21 marzo. In quel caso il Cavaliere sarà in aula? Non è dato a saperlo a quanto pare. Infatti, assicura il suo legale, Nicolò Ghedini, “vedremo come è la sua agenda. Può anche darsi che venga in aula”, ma, viene da aggiungere, molro probabilemnte così non sarà. Il tribunale, presieduto da Francesca Giudice, ha poi indicato tre giorni a maggio (9, 16 e 23) due giorni a giugno (il 20 e il 27) e infine tre udienze per il mese di luglio (da tenersi il 4, l’11 e il 18). Nella speranza, ovviamente, che anche in quelle date il premier non sia impossibilitato da ltri impegni. È d’obbligo ricordare a riguardo che il premier Berlusconi è contemporaneamente imputato in altri tre processi: Mediaset, Mediatrade e la vicenda Ruby, che inizierà il prossimo 6 aprile.

AGGIORNAMENTO ORE 16:10 
Intanto le udienze per il processo Ruby a carico di Silvio Berlusconi si potrebbero celebrare anche il venerdì pomeriggio e il sabato, se i lunedì sono impegnati da altri processi. Potrebbe sembrare a dir poco irreale che un uomo possa essere coinvolto in un numero elevato di processi penali al punto tale da non riuscire a presenziare a tutti se non dotato del dono dell’ubiquità, ma il caso di Silvio Berlusconi è l’eccezione alla regola. E questo è vero al punto tale che quasi sembra essere impazzata una sorta di toto-date, in cui i giudici, calendario alla mano, hanno dovuto, come nel gioco del tetris, incastrare e far rientrare tutti gli impegni processuali del premier, in modo tale che lo stesso possa offrire la sua presenza a tutti. In un incontro dei giorni scorsi tra il presidente del Tribunale di Milano, Livia Pomodoro, e i giudici dei quattro procedimenti a carico di Berlusconi, era stata tracciata una linea che prevede la fissazione delle udienze per il presidente del Consiglio di lunedì, con la possibilità di celebrarle in altri giorni qualora quelle di lunedì saltassero. I giudici del processo Mills, seguendo questa linea, hanno fissato la prossima udienza per lunedì 21 marzo e poi altre otto per altri lunedì di maggio, giugno e luglio. Essendo poi già impegnati i lunedì del 28 marzo e dell’11 aprile per i procedimenti Mediatrade e Mediaset, rimangano soltanto sei date di lunedì da distribuire per tre procedimenti fino a fine luglio, quando si chiuderà il periodo di attività processuale in Tribunale per la pause estiva. Dunque, secondo fonti della procura, se i lunedì non fossero disponibili, il processo sul caso Ruby potrebbe essere celebrato anche di venerdì pomeriggio o il sabato. In altre parole il presidente del Consiglio dovrebbe ritrovarsi a trascorrere più tempo in tribunale per difendersi, che non a palazzo Chigi per governare.

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di Antonio Formisano
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