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Le sue dichiarazioni scuotono la politica italiana

Da New York la svolta: Monti apre all’ipotesi di un “bis”

“Non mi candido. Ma se serve sono pronto a dare una mano”

Da New York la svolta: Monti apre all’ipotesi di un “bis”
28/09/2012, 09:58

NEW YORK - Non si candiderà alle prossime elezioni, ma in caso di necessità, qualora dovesse esserci una richiesta, sarà pronto a dare una mano. È da diverso tempo che l’ipotesi di un “Monti bis” attira su di sé tutta l’attenzione politica. Ad oggi il presidente del Consiglio Mario Monti non era mai stato così esplicito al riguardo, e aveva sempre assicurato che dopo le prossime elezioni la squadra tecnica da lui capitanata si sarebbe fatta da parte. Ma è da New York, dove partecipa all’Assemblea Generale dell’Onu, che arriva la svolta: decide, infatti, di darsi una possibilità e apre per la prima volta all’ipotesi di succedere a se stesso,  anche dopo il passaggio delle urne. Ma tiene a precisare che l’ipotesi di un ritorno a Palazzo Chigi sarebbe solo per puro “spirito di servizio”.

“Non mi candido alle elezioni. Sono già senatore a vita. Dopo le elezioni è giusto che i partiti politici possano presentare un premier che sia uno di loro e che non sarò io, ma se qualcuno pensasse che io possa essere ancora d’aiuto, se ci fossero circostanze speciali e me lo chiedessero, lo considererei”. Sono queste la parole del Professore, che pronunciate a New York hanno fatto il giro del mondo e sono arrivate in Italia, scatenando le reazioni del mondo politico.

Subito arriva la dichiarazione dell’ex premier Silvio Berlusconi, che, durante la presentazione del libro di Brunetta, ribadisce che di ipotesi di un “Monti bis” si può parlare solo dopo le elezioni: “prima ci devono essere le elezioni. Non sappiamo nemmeno con quale legge andremo a votare, come si fa a parlare ora di un nuovo governo del professore?”. È scettico anche Pierluigi Bersani: “Se mi si viene a dire che l’Italia è un Paese non abbastanza maturo perchè la politica possa caricarsi delle sue responsabilità, io non ci sto”. Bersani ha più volte messo in chiaro che l’esperimento Monti si deve chiudere nel 2013: “Serve un governo politico, senza lasciare l’Italia nell’eccezionalità”. Dal canto suo, Pier Ferdinando Casini ribadisce la linea già espressa di un appoggio al “Monti bis”. “Le liste che presenteremo alle  elezioni chiederanno agli italiani di richiamare Monti in servizio effettivo permanente dopo le votazioni”, ha detto.

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di Redazione
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