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Siglato un protocollo tra Ministero e Regione Campania

Dai beni confiscati alla camorra nuove opportunità di lavoro


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Dai beni confiscati alla camorra nuove opportunità di lavoro
08/01/2010, 17:01

NAPOLI - Impiegare la disponibilità di beni confiscati alla criminalità organizzata per dare impulso alla creazione di nuove opportunità di lavoro: è lo scopo che anima l'intesa tra il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e la Regione Campania, formalizzata attraverso la firma di un accordo a Palazzo Santa Lucia. Il riutilizzo dei beni confiscati rappresenta un canale privilegiato nell'ottica dello sviluppo occupazionale, della realizzazione di percorsi formativi e di consorzi tra i Comuni per la gestione di tali beni: a metterlo in evidenza è il governatore della Campania, Bassolino, il quale pone enfasi sull'aspetto di convenienza della legalità, come mostrano alcuni significativi casi di  riconversione di queste strutture nella regione. In proposito Bassolino ha citato gli esempi di Contursi Terme (SA), dove l'edificio confiscato al clan Marradino è stato destinato alla realizzazione di un albergo con un centro termale e una vasta area per le attività sportive, e di Pignataro Maggiore (CE), dove i terreni confiscati ai clan Ligato e Nuvoletta saranno impiegati per produzioni agricole destinate al commercio.
Il Sottosegretario al Lavoro e alle Politiche sociali, Pasquale Viespoli, ha evidenziato come l'accordo stipulato nella sede dell'Ente regionale campano sia una "risposta di coesione istituzionale su un tema così importante" e un esempio pratico dello slogan "legalità è sviluppo, non c'è sviluppo senza legalità". Viespoli ha inoltre sottolineato l'importanza del ruolo di controllo svolto dai Comuni per impedire che i beni confiscati ritornino nelle mani della camorra.

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di Francesca Pellino
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