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Per Calderoli unica soluzione: le dimissioni di Fini

Dal Colle l’allarme sulla governabilità del Paese

Elezioni anticipate: l’auspicio delle opposizioni

Dal Colle l’allarme sulla governabilità del Paese
02/04/2011, 10:04

ROMA - È ancora al lavoro il presidente della Repubblica per cercare di trovare una soluzione all’alta tensione che ha raggiunto il confronto politico e istituzionale. E soprattutto, per provare a ricreare quelle che sono le necessarie condizioni di governabilità del Paese, sulle quali lo stesso Quirinale sembra avere seri dubbi. In sostanza, sarebbe il ragionamento del Colle, il governo deve dimostrare di avere alle sue spalle una maggioranza sufficientemente solida per affrontare il lavoro di routine, senza continui strappi, come le decretazioni d’urgenza. Dubbi, quelli targati Quirinale, che hanno alimentato tanto tra i partiti di maggioranza quanto tra quelli dell’opposizione la convinzione che stia crescendo la possibilità di una fine anticipata della Legislatura. Ipotesi che, in ogni caso, il presidente della Repubblica non avrebbe mai affrontato nei colloqui con i gruppi parlamentari. Resta il fatto che queste puntualizzazioni hanno riacceso però nell’opposizione, Pd e Terzo Tolo in testa, la voglia di elezioni anticipate. “Riteniamo che esistano tutte le condizioni per portare la Legislatura alla sua scadenza naturale” assicura il capogruppo Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto, mentre l’opposizione incalza: “il governo non c’è più. Meglio il voto”,dice il segretario del Pd, Pierluigi Bersani, il cui parere trova d’accordo Pierferdinando Casini. Preoccupati, invece, Silvio Berlusconi e Pdl, intenti a rassicurare sulla compattezza della coalizione di centrodestra. Dopo il richiamo a porre fine ad uno spettacolo “intollerabile”, alla vera e propria rissa che ancora una volta si è consumata in Parlamento, Giorgio Napolitano ha terminato i suoi colloqui. Uno scambio che il Capo dello Stato ha avuto anche con la presidenza del Consiglio: Napolitano ha infatti parlato ieri al telefono con il sottosegretario Gianni Letta, per avvertirlo del giro di incontri che aveva deciso di avviare con i gruppi. E, riferiscono ancora fonti parlamentari di maggioranza e opposizione, avrebbe ricevuto la riassicurazione della assoluta condivisione di palazzo Chigi sulla necessità di un impegno ad abbassare i toni dello scontro. Intanto il clima resta pesante. Nonostante la relativa tranquillità garantita dalle aule del Parlamento, svuotate per il fine settimana, infatti, la maggioranza è tornata ad attaccare, chiedendo le dimissioni del presidente della Camera. Portavoce della richiesta, sollevata anche da Pdl, Responsabili e da Noi Sud, è stato il ministro leghista Roberto Calderoli. Per il ministro del Carroccio, “per far tornare a funzionare il Parlamento la soluzione è una sola: Fini si deve dimettere”. Ma il presidente della Camera, insieme a quello del Senato, Renato Schifani (che condivide l’iniziativa del Quirinale), al momento non sembrano essere tra i nomi inseriti nella lista delle convocazioni al Colle, dove pure non sono stati chiamati nè i rappresentanti di Fli, nè i Responsabili. Il messaggio del Presidente è però arrivato a tutti: alla preoccupazione per l’alta tensione dello scontro, che va intensificandosi da mesi, si unisce infatti quella per la governabilità del Paese.

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di Antonio Formisano
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