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Riunione della Giunta per le elezioni sul caso Diodato

Dal Pd e dall'Idv "soccorso rosso" al condannato del Pdl

Il centrosinistra lo rivuole in aula "dimenticando" la legge

Dal Pd e dall'Idv 'soccorso rosso' al condannato del Pdl
10/02/2011, 15:02

NAPOLI - L’hanno definita la “doppia morale” del Partito democratico e dell’Italia dei valori. A livello nazionale chiedono le dimissioni del presidente Silvio Berlusconi perché indagato, mentre in consiglio regionale della Campania si schierano al fianco dell’ex consigliere del Pdl Pietro Diodato, condannato in via definitiva ed estromesso dall’Assise dopo l’intervento del prefetto di Napoli e la cancellazione dalle liste elettorali attuata dal comune di residenza. Una telenovela che stamattina (10 febbraio) si è arricchita di un’altra puntata. Paolo Romano ha convocato, così come prevede la legge, la Giunta per le elezioni della Regione. Ogni partito ha, come sempre, fatto partecipare il suo delegato. Le novità sono state messe sul tavolo: da un lato, l’interpretazione di Pietro Diodato con una sentenza del tribunale penale allegata, e dall’altro la sentenza della Corte di Appello di Roma che ha chiuso definitivamente la partita. Infatti, la suprema Corte ha respinto il ricorso presentato dal politico del Pdl e confermato la sua estromissione dal Consiglio. La Corte ha confermato tutto, nei minimi particolari. Condannando, tra l’altro, Diodato al pagamento delle spese.
Paolo Romano, da presidente di garanzia e nel pieno rispetto della legalità, ha relazionato sui fatti nuovi. Insomma, con la sentenza della Corte d’appello di Roma il caso è chiuso. Invece no, almeno per i consiglieri regionali del centrosinistra campano. Il “consociativismo” e chissà quali altri obiettivi hanno portato nella riunione della Giunta per l’elezione delle posizioni che hanno sorpreso addirittura i rappresentanti del centrodestra e lo stesso presidente dell’Assise, sempre del Pdl. Umberto De Caro Del Basso, consigliere del Pd, avvocato penalista, e relatore sul caso Diodato, ha lanciato una proposta, sostenuta pure dall’Idv: mettere all’ordine del giorno del prossimo consiglio regionale il reintegro del consigliere condannato del Pdl. Hanno spiazzato tutti. Proprio i due partiti “forcaioli”, il Pd e l’Idv, nonostante la sentenza della Corte d’Appello che ha dato ragione al prefetto di Napoli ed al Consiglio regionale sull’esclusione di Diodato dall’assemblea campana, hanno tentato il “blitz”, un “soccorso rosso” a sostegno dell’esponente condannato dal Pdl. “Forcaioli” in Italia e “consociativi” in Campania. La classica “doppia morale” che, ormai, non sconvolge più nessuno.
Paolo Romano ha evitato che l’operazione andasse a buon fine, rinviando una eventuale decisione all’acquisizione di altri pareri legali e ad eventuali sentenze di istituzioni riconosciute e legittimate ad intervenire su questa vicenda spinosa, capace, tra l’altro, di smentire quanto già affermato chiaramente dalla Corte d’Appello. Per il momento l’unico atto di “peso” è questo ed è sfavorevole a Diodato.
Eppure, proprio pochi gironi prima della sentenza, i giornali della città, quelli più importanti, in pompa magna, avevano annunciato l’imminente reintegro del politico di Pianura. Sono rimasti delusi. Sono stati smentiti dai fatti. Capita.

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di Giovanni De Cicco
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