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Casini possibilista, scettici i finiani

D'Alema apre a Fli e Udc: servono larghe intese


D'Alema apre a Fli e Udc: servono larghe intese
30/01/2011, 17:01

 
ROMA - Negli ambienti politici già la chiamano Santa Alleanza. Una sorta di crociata per creare un fronte unico atto a buttare giù Silvio Berlusconi ed i suoi uomini al governo. A Casini l’idea non dispiace, Fli nicchia. Forse perché a promuovere questa opposizione allargata ai dissidenti del centrodestra è un uomo che le alleanza le ha disfatte con la stessa facilità con cui le ha create: Massimo D’Alema. “Il Paese attraversa una crisi democratica gravissima – spiega l’ex presidente del Consiglio – Se Berlusconi non si dimette, l’unico modo di evitare l’impasse è andare alle elezioni. Chiedendo agli elettori di promuovere un governo di responsabilità nazionale”. Da qui l’appello alle forze politiche deluse dal Pdl. “Uniamoci, tutti insieme, per superare il berlusconismo” incalza il presidente del Copasir in un’intervista a Repubblica. D'Alema invita le opposizioni a “mettere da parte politicismi e interessi personali”, non indica un candidato premier (“non spetta a me questa indicazione”), e mette in guardia dalla “legittimazione autoritaria usata contro il principio di legalità: è questo il vero atto eversivo”. 
Tre gli obiettivi che D’Alema definisce per questo “governo costituente”. Il primo, “sciogliere il nodo della forma politico-istituzionale del bipolarismo italiano”, promuovendo eventualmente anche “un referendum sulle istituzioni: repubblica presidenziale o parlamentare?”. “Il secondo - continua D’Alema - è un grande patto sociale per la crescita” come fu con l’euro. “Il terzo - aggiunge - è il funzionamento dello Stato” perchè, spiega, “lo stesso federalismo se non è collegato a una vera riforma della Pubblica amministrazione (e quella di Brunetta non lo è) si riduce a semplice redistribuzione del potere tra elite”. 

La proposta di dare vita a un fronte comune antiberlusconiano con il quale affrontare il voto anticipato incontra la bocciatura di Pdl, Fli e Idv, ma anche il plauso di Casini. La divisione nelle file del nascente Terzo Polo è innegabile. “Credo che sulla proposta di D'Alema occorra una riflessione molto seria. Non si può liquidarla con una battuta”, spiega il leader dell'Udc. Netta chiusura invece da Futuro e Libertà. “Non serve una Santa alleanza contro Berlusconi ma una alternativa credibile, liberale e riformista che sappia parlare al popolo del centrodestra ormai sgomento di fronte accanto accade”, spiega il finiano Adolfo Urso. Finalmente, secondo il coordinatore di Fli, “anche per D'Alema e Casini le elezioni anticipate non sono più un tabù ma una necessità democratica. Meglio tardi che mai”. “Per vincere questa sfida non basta essere contro Berlusconi ma è necessario indicare al Paese un progetto chiaro e convincente”.

Antonio Di Pietro della proposta di D’Alema condivide solo una parte: quella di andare al voto anticipato. Non convide però il "come" andarci. Per intendersi, “l’alleanza costituente” lanciata dal presidente del Copasir, per il leader Idv è “un accoppiamento contro natura”, una coalizione “senza un programma” perchè troppo diversa e quindi non convincente.
Sarcastici e velenosi i commenti che arrivano invece dalla maggioranza. Tra i tanti, Fabrizio Cicchitto, capogruppo Pdl alla Camera Deputati, definisce l'alleanza ipotizzata da D'Alema “una Armata Brancaleone”

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di Davide Gambardella
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