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Mentre dall'altra parte arriva un no a qualsiasi cambiamento

D'Alema, Bindy, Franceschini: è lite sulla legge elettorale


D'Alema, Bindy, Franceschini: è lite sulla legge elettorale
31/08/2010, 10:08

ROMA - Continuano le liti verbali e i dissapori all'interno del Pd; e ad innescarli è ancora una volta Massimo D'Alema. Questa volta sulla legge elettorale, per cui il Presidente del Copasir propone il proporzionale con sbarramento, alla tedesca.
Ma la proposta non riscuote consensi all'interno del Pd. Il Presidente del Pd, Rosy Bindi, boccia nettamente la proposta: "È vero, come sostiene D'Alema, che l'attuale bipolarismo è malato e che la malattia si è aggravata con il populismo di Berlusconi e questa legge elettorale. Non si può però immaginare di uscire dal berlusconismo tornando indietro, alla politica delle mani libere, come di fatto propone D'Alema con il sistema tedesco, quella delle coalizioni costruite dopo il voto. Bisogna andare avanti sul maggioritario, possibilmente a doppio turno". ANche Franceschini è sulla stessa lunghezza d'onda: "D'Alema ha ragione quando sostiene che tornare a votare con questa legge sarebbe un errore per il paese. Una stagione di transizione può servire a cambiarla ma bisogna trovare forme diverse dal sistema tedesco. Dobbiamo difendere il bipolarismo, che senza l'anomalia di Berlusconi funziona. Credo invece che il sistema francese a doppio turno, sia il modello migliore, ed è stato indicato tra l'altro dalla nostra assemblea nazionale".
Ma dall'altra parte arriva un no netto a qualsiasi modifica della legge elettorale, con il portavoce del Pdl, Daniele Capezzone che ironizza sulle spaccature del Pd: "Quello della legge elettorale non è tema all'ordine del giorno, ma è surreale lo spettacolo di un Pd che appena comincia a discutere di un argomento è già lacerato". E il Presidente della Regione Piemonte, Roberto Cota, rincara: "Quella attuale è una buona legge elettorale che ha dato semplicità e stabilità. Non c'è l'esigenza di cambiarla"

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di Antonio Rispoli
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