Politica / Parlamento

Commenta Stampa

Il partito rivela la pericolosità della norma

Damiano:"Sciopero legittimo ma serve coesione"

Si devono evitare soluzioni che dividono il fronte sindacale

Damiano:'Sciopero legittimo ma serve coesione'
24/08/2011, 20:08

Ancora discussa e al centro del mirino la manovra del governo portata in Parlamento. Da poco affermata e già si parla di sciopero. Questo è ciò che ha annunciato la Cgil. Si parla di uno sciopero generale che dovrebbe durare otto ore. Non è pienamente d’accordo il deputato Pd, ex ministro del Lavoro ed ex dirigente Cgil, Cesare Damiano che ha riferito: La Cgil può legittimamente decidere lo sciopero generale, ma per il Pd sarebbe meglio evitare soluzioni che dividono il fronte sindacale in questo momento”. Ha poi riferito circa la decisione presa sotto la guida di Susanna Camusso:” Un partito non può interferire sulle decisioni sindacali, sulle scelte di contenuto o di mobilitazione. Al tempo stesso, è evidente che la scelta della Cgil sullo sciopero sta creando una situazione diciamo di contrapposizione tra i sindacati”.
Damiano ha poi continuato:” Nessuno mette in dubbio la legittimità di questa scelta, stante anche la pesantezza della manovra del governo e soprattutto la mancanza in questa manovra di equità sociale e di interventi per lo sviluppo e l'occupazione. Ciò detto, è evidente che come Pd noi abbiamo lavorato e lavoreremo perché divisioni che ci auguriamo siano momentanee vengano superate: in questo momento è fondamentale il massimo di convergenza e di coesione, come si era positivamente e magistralmente verificato il 28 giugno scorso”.
Alle parole di Damiano seguono quelle di Giuseppe Fioroni che giudica la scelta di scioperare “irresponsabile” e prosegue: "mi auguro che nel Pd non si apra la solita giostra andiamo o non andiamo, Perché, come ha detto Napolitano, anche al Pd è richiesto il coraggio della responsabilità. E lo sciopero non è il modo più responsabile per uscire dalla crisi. Per il Pd sarebbe irresponsabile andare".
Damiano ha poi concluso:” registriamo anche diversità di posizioni sulla manovra a partire dal cosiddetto articolo 8 del decreto di finanza pubblica: su questo punto, come partito, fin dall'inizio abbiamo rilevato la pericolosità della norma, che assegna alla contrattazione aziendale la possibilità di derogare leggi e contratti. Senza che quegli accordi vengano sottoposti alla prova della certificazione di rappresentatività di chi li firma e al voto di rsu o lavoratori. Un passo indietro rilevante, rispetto alla stessa intesa del 28 giugno. Inoltre la derogabilità riguarda lo statuto dei lavoratori, l'articolo 18, che potrebbe consigliare le imprese meno responsabili ad utilizzare una possibilità di licenziamento stipulando specifici accordi aziendali, in un momento come l'attuale in cui saremo costretti a fare i conti con un vero e proprio shock occupazionale”.

Commenta Stampa
di Alessia Tritone
Riproduzione riservata ©