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Immunità estesa anche per reati precedenti agli incarichi

Ddl Alfano, proposto lo scudo totale per Premier e ministri


Ddl Alfano, proposto lo scudo totale per Premier e ministri
06/07/2010, 19:07

ROMA - Dopo la bocciatura da parte della Consulta del cosiddetto Lodo Alfano, il Pdl prepara una legge costituzionale che porta sempre il nome del Guardasigilli  e, riguardo le immunità per le alte cariche politiche, propone in aggiunta un'estensione anche per i reati penali commessi da Presidente della Repubblica, Presidente del Consiglio e ministri prima ancora di aver ricevuto ogni incarico e/o nomina.
Ad avanzare l'ipotesi di "scudo totale" è stato Il presidente della Commissione Giustizia del Senato
Filippo Berselli. Il parere, che era già stato annunciato durante la scorsa settimana, è stato approvato oggi a maggioranza dalla Commissione Giustizia e subito dopo depositato presso la Commissione Affari costituzionali di Palazzo Madama. Riguardo la richiesta di Berselli, come si legge anche su Reuters, un suo portavoce aveva precisato che, il senatore, "ha rilevato che c'era una disparità di trattamento tra il presidente della Repubblica, il presidente del Consiglio e i ministri. C'è un problema dal punto di vista istituzionale e costituzionale, non si tratta di un parere politico".
Come già precisato, il ddl Alfano, tenta di estendere la sospensione anche dei processi iniziati prima dell'assunzione dell'incarico non solo per il presidente della Repubblica ma anche per Premier e ministri. A conti fatti, dunque, quella che se verrà approvata sarà una legge costituzionale porta avanti le stesse istanze del meno fortunato Lodo e, cioè, uno scudo dai fendenti della giustizia fornito a Silvio Berlusconi per sospendere tutti i processi passati ed in corso. Proprio il complicato e lungo iter d'approvazione, però, rischia di rappresentare l'intoppo principale al disegno "protettivo" della maggioranza. Una legge costituzionale, infatti, deve essere discussa due volte da entrambi i rami del Parlamento e, per evitare il referendum, durante la seconda seduta, deve essere approvata dai 2/3 dei parlamentari. Alla diffocoltà dell'inter, si aggiunge poi un limite temporale: il ddl, difatti, dovrà essere approvato non oltre il mese di ottobre 2011; ovvero il giorno in cui la legge sul legittimo impedimento che per ora tiene il Cavaliere lontano dai tribunali decadrà. Ovviamente, il termine dei 18 mesi previsti dalla norma, potrebbe scadere prima nel caso in cui la Corte Costituzionale reputi fondati i già numerosi ricorsi presentati dai rappresentanti dell'opposizione.
In ogni caso, se il disegno dei berlusconiani dovesse essere completato, ogni magistrato dovrebbe presentare al ramo parlamentare corrispondente alla carica la richiesta di processo. Poi 90 giorni di tempo massimo da parte di Camera o Senato per decidere sulla sospensione (che è comunque attivata dal momento in cui il giudice rivolge la richiesta). Decisione che, nel caso del capo dello Stato e dei ministri, viene presa direttamente ed esclusivamente dal Senato. Nella norma, comunque, non è prevista alcuna immunità per i presidenti di Camera e Senato e, più di qualcuno, pensa maliziosamente che ciò sia dovuto al fatto che Berlusconi, nel suo futuro politico, non prevede simili incarichi ma, piuttosto, il ruolo attualmente ricoperto da Giorgio Napolitano.

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di Germano Milite
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