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Il Pdl: vogliamo anche il bavaglio alle intercettazioni

Ddl anticorruzione: aumentano le pene, ma ci sono molte ombre


Ddl anticorruzione: aumentano le pene, ma ci sono molte ombre
12/04/2012, 17:04

ROMA - Nuovo incontro ieri del Ministro della Giustizia Paola Severino con i rappresentanti di Pdl e Pd sulla legge anticorruzione. Il risultato presenta luci ed ombre: il Pdl accetta un piccolo inasprimento delle pene, ma vuole il bavaglio alla stampa sulle intercettazioni telefoniche.
Vediamo nel dettaglio. Innanzitutto, verranno introdotti nuovi reati, anche se saranno pro-forma: innanzitutto la corruzione privata - che colpirà "amministratori, direttori, sindaci, liquidatori che a seguito di una promessa di dazione per sé o per altri, commettono atti violando gli obblighi d'ufficio e causano un danno alla società" - e il traffico di influenze, che riguarderà "il pubblico ufficiale o l'incaricato di pubblico servizio che fa promettere a sé o ad altri denaro o altra utilità". In entrambi i casi la condanna va fino a 3 anni, il che vuol dire che va in prescrizione in 4 anni e la condanna è di fatto impossibile, se l'imputato fa ricorso alla eventuale sentenza di primo grado. La concussione diventa "concussione per costrizione" e prevede una pena tra i 6 e i 12 anni (oggi tra i 4 e i 12). Per i casi in cui non c'è costrizione nasce "l'indebita induzione a dare o promettere utilità" (per esempio il caso di Berlusconi quando fece scarcerare Ruby dalla Questura di Milano) che punisce il reato con una pena da 4 a 8 anni; cosa che rispetto alla concussione di oggi riduce la prescrizione di 5 anni, da 15 a 10 anni. Vengono aumentate le pene per alcuni reati: il peculato diventa punibile da 4 a 12 anni (oggi da 3 a 10); la corruzione giudiziaria da 4 a 10 anni (oggi da 3 a 8); la corruzione per atto contrario ai doveri di ufficio da 3 a 7 anni (oggi da 2 a 5); abuso d'ufficio va da 1 a 4 anni (oggi da 6 mesi a 3 anni).
Ma il Pdl in cambio del suo ok vuole precise garanzie. Nello stesso provvedimento dovranno trovare posto due provvedimenti specifici. Innanzitutto il completo bavaglio alla stampa sulle intercettazioni telefoniche, almeno fino all'udienza filtro (cioè la prima udienza del processo vero e proprio, ben dopo la chiusura delle indagini e l'udienza preliminare); ma anche un cambio della legge sulla responsabilità civile dei giudici, introducendo il risarcimento anche per i casi di "manifesta violazione del diritto" (qualunque cosa voglia dire una definizione così generica) e portando il diritto di rivalsa dello Stato nei confronti del magistrato dall'attuale 33% ad oltre il 50%. Per questo c'è stata anche la richiesta di posticipare il termine per presentare emendamenti al disegno di legge dal 17 al 24 aprile. E non è detto che finisca qui: dopo due settimane ci sono le elezioni amministrative, e quindi questo limite potrebbe slittare ancora.

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di Antonio Rispoli
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