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Resta l'obiettivo di approvarlo entro settimana

Ddl anticorruzione, il ministro ci riprova

Non si esclude il ricorso alla fiducia, se restano divisioni

Ddl anticorruzione, il ministro ci riprova
05/06/2012, 09:06

ROMA – Si aggiunge una nuova puntata alle vicissitudini del ddl anticorruzione. L’obiettivo del governo resta quello di approvare il disegno di legge entro la settimana e la Camera riprende ad esaminarlo. Nel pomeriggio sono previsti alcuni voti su articoli del testo ed emendamenti. Il percorso ad ostacoli ha visto l’ultimo gap ieri pomeriggio, quando è saltato il vertice tra i partiti della maggioranza e il ministro della Pubblica amministrazione Filippo Patroni Griffi.
Il ministro della ha tentato di dare un taglio alle polemiche: “Sono abbastanza ottimista che su una normativa di questo tipo, di cui si avverte l'esigenza presso l'opinione pubblica ma anche a livello di funzionamento del sistema, si troverà sicuramente e facilmente la soluzione”.
I punti critici restano moltissimi: la prevenzione, le norme sulla pubblica amministrazione, quelle antimafia, il divieto agli arbitrati per la pubblica amministrazione, l'incompatibilità per un triennio tra incarichi dirigenziali nella Pubblica amministrazione e la candidatura per essi da parte di chi ha svolto incarichi politici nelle istituzioni o si è candidato a cariche elettive. Ed anche su quest’ultimo punto si è scatenata la polemica: “L'emendamento così come è stato scritto non riguarda gli ex parlamentari – assicura -  Il divieto riguarda gli incarichi assunti nello stesso ente. Quindi, a meno che un parlamentare non voglia fare il segretario generale della Camera, la norma non lo riguarda. La norma riguarda in particolare la vicinanza tra l'ente locale in cui si è svolta l'attività politica e l'ente locale che conferisce l'incarico dirigenziale”. E Griffi sta riscrivendo la norma, a quanto pare, che riduce l’incompatibilità a due o addirittura ad un solo anno.
Sull'emendamento che riguarda la non candidabilità dei condannati, proposto dall'Udc, il governo avrebbe intenzione di rimettersi alla decisione dell'Aula. E non è escluso il ricorso al voto di fiducia.

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di GB
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