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Una norma ad hoc per cancellare il processo Ruby

Ddl anticorruzione: spunta di nuovo la norma salva-Berlusconi


Ddl anticorruzione: spunta di nuovo la norma salva-Berlusconi
02/10/2012, 09:29

ROMA - ANcora una volta, nel Pdl si agisce solo nell'interesse di SIlvio Berlusconi. Non si spiega altrimenti la riproposizione di un emendamento - già presentato dal deputato Pdl Francesco Paolo Sesto ed ora ripresentato dai colleghi di partito Montagna e Galloni - che modifica il reato di concussione, rendendolo effettivo solo quando c'è uno scambio di denaro. Questa norma renderebbe "non reato" l'episodio per cui Berlusconi è sotto processo a Milano: il 24 maggio 2010 telefonò in Questura per far scarcerare la prostituta allora minorenne Karima El Marough, alias Ruby Rubacuori. In quel caso non ci furono scambi di denaro; e quindi il processo contro l'ex premier verrebbe bloccato. 
A questo emendamento, se ne aggiungono altri due con lo stesso scopo. Attualmente l'articolo 317 del Codice Penale così definisce la concussione come il reato di colui che "abusando della sua qualità e dei suoi poteri costringe o induce taluno a dare o promettere indebitamente, a lui o ad un terzo, denaro od altra utilità". Uno dei due emendamenti chiede di sostituire la parola "indebitamente" con "illecitamente". La differenza è notevole, dato che prevede la commissione di un altro reato insieme alla concussione (cosa che nel processo Berlusconi non è accaduto e che raramente avviene nel caso della concussione). E il terzo chiede di sostituire la parola "indurre" con "determinare". E questo cancellerebbe completamente il reato, perchè bisognerebbe dimostrare che l'azione contestata è avvenuta solo ed esclusivamente per l'azione del pubblico ufficiale. Insomma, bisognerebbe dimostrare quello che uno pensava al momento di commettere il presunto reato. DIventerebbe quella che in termini di diritto si chiama "propbatio diabolica", cioè una prova impossibile da ottenere. 
Filippo Berselli, deputato del Pdl e presidente della Commissione giustizia al Senato, ha assicurato che entro il 15 ottobre il ddl anticorruzione sarà in aula. Ma cosa arriverà? Un provvedimento ancora più edulcorato di quello già leggerissimo ed inefficace che c'è adesso?

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di Antonio Rispoli
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