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Seduta concitata al Senato

Ddl Gelmini: Schifani impone di rivotare emendamenti approvati

Il Presidente del Senato reinterpreta il regolamento


Ddl Gelmini: Schifani impone di rivotare emendamenti approvati
21/12/2010, 20:12

ROMA - Seduta decisamente concitata oggi al Senato. La maggioranza ha cercato di approvare la legge entro questa sera, in modo da vanificare le proteste degli studenti previste per domani. Ma sin dalla mattina il Pd e l'Idv hanno cercato di rallentare le votazioni (al Senato si vota per alzata di mano e solitamente nella pratica non vengono neanche contate le mani, ma si dà per scontato che il parere del governo diventi il risultato della votazione) chiedendo di continuo la votazione elettronica, che porta via una manciata di secondi in più per ciascun voto.
Nel tardo pomeriggio, ad un certo punto il Pd blocca le votazioni per una questione procedurale: durante le votazioni, viene approvata una norma che modifica una norma, contenuta nell'articolo 11 della legge 230 del 2005. E fin qui tutto bene. Salvo che, nel testo che è arrivato dalla Camera, in un altro punto della norma viene stabilito che l'articolo 11 va cancellato. Ma se è stato modificato, non può essere cancellato, o l'uno o l'altro. E' il principio del "ne bis in idem" (locuzione latina: "Affichè non si faccia due volte la stessa cosa", ndt), un principio universale. In quel momento c'è la leghista Rosy Mauro come Presidente, che probabilmente non ha le capacità per decidere e quindi decide di riferire a Schifani e comunque andare avanti. Ma il Pd e l'Idv intervengono più volte, finchè, dopo un ultimo intervento del senatore Pancho Pardi, la Mauro decide di andare avanti senza neanche aspettare le votazioni. Ma nella fretta di andare avanti, tra un insulto e l'altro lanciato all'opposizione, per errore dà per approvati ben quattro emendamenti del Pd, nonostante le segnalazioni del deputato questore al suo fianco. Quando le dicono di fermarsi prima che faccia altri casini, la vicepresidente sospende la seduta per 10 minuti (in realtà è durata molto di più la sospensione, in attesa che arrivasse Schifani), ma ormai il guaio è fatto. Il Ddl Gelmini ora torna alla Camera, e non è escluso un successivo ritorno al Senato, se quegli emendamenti dovessero essere cancellati a Montecitorio. In fondo, è una cvittoria per gli studenti: male che vada, la legge non potrà essere approvata prima dell'inizio del 2011.

Aggiornamento ore 20.45

Incredibile decisione, per certi versi storica, presa al Senato oggi. Dopo la confusione creata oggi pomeriggio dalla vicepresidente Rosy Mauro della Lega Nord, il Presidente Schifani ha deciso di reinterpretare l'articolo 118 del regolamento del Senato, che parla di errori procedurali, ed usarlo per cancellare le votazioni già effettuate. Di conseguenza ha comunicato all'Aula che gli articoli sarebbero stati rivotati. Cosa che è stata fatta, dopo aver accantonato tre emendamenti legati al "ne bis in idem" spiegato sopra.
Tra i vari interventi effettuati, c'è stato anche quello del Ministro della Pubblica Istruzione, Maria Stella Gelmini, che ha letto un impegno del governo a che la maggioranza approvi una norma che sistemi il "ne bis in idem" a febbraio, quando il decreto Milleproroghe verrà convertito in legge.
In risposta a questo comportamento arrogante e prevaricatore del Presidente del Senato e della maggioranza, Pd ed Idv non hanno partecipato alle votazioni sugli emendamenti in questione, che infatti sono stati approvati nel giro di un paio di secondi ognuno.

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di Antonio Rispoli
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