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Ma il Pd protesta, l'Idv chiede il ritiro della legge

Ddl intercettazioni: Bossi cerca la sponda di Fini


Ddl intercettazioni: Bossi cerca la sponda di Fini
17/06/2010, 17:06

ROMA - Incontro oggi a Montecitorio tra una delegazione leghista, guidata dal suo leader Umberto Bossi, e il Presidente della Camera, Gianfranco Fini.L'argomento è stato il disegno di legge sulle intercettazioni, che presto dovrà essere esaminato in terza lettura. Al termine dell'incontro Bossi ha riassunto così i termini della vicenda: "Bisogna dare un'accelerazione per trovare una via d'uscita e per farlo bisogna parlare con Berlusconi e il capo dello Stato perché se il presidente della Repubblica non firma siamo fregati. Se tra Berlusconi e il presidente della Repubblica si trova una soluzione si può andare avanti. Speriamo di trovare una soluzione". E poi, con riferimento all'atteggiamento di Fini, il senatur ha confermato: "Lui si rende conto che è inutile andare a testate contro il muro, ti fai male e basta, se c'è un'alternativa si deve trovare. L'ho trovato ragionevole, è uno che ha capito cosa bisogna fare".
Ma questo atteggiamento non è piaciuto al Pd, che con Sesa AMici fa sapere: "La nostra Costituzione non contempla consensi preventivi e questo continuo chiamare in causa il presidente della Repubblica appare finalizzato unicamente a nascondere le difficoltà del governo e della maggioranza, che dovrebbero, invece, prendersi le proprie responsabilità". Mentre l'Italia dei Valori, con il suo leader Antonio Di Pietro, chiede il ritiro del provvedimento, considerato inemendabile.
Lunedì intanto è stata fissata la riunione dei capigruppo, nella quale si deciderà anche la calendarizzazione della legge sulle intercettazioni. E sarà ancora bufera.

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di Antonio Rispoli
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