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La Bongiorno accoglie le richieste dell'opposizione

Ddl Intercettazioni, dalla Camera arriva il si per le audizioni


Ddl Intercettazioni, dalla Camera arriva il si per le audizioni
24/06/2010, 20:06

ROMA - Giuglia Bongiorno, presidente della Commissione giustizia alla Camera, aveva chiesto un minimo di 24 ore per decidere sul da farsi dinanzi alla richiesta pressante e compatta dell'opposizione che, con Idv, Pd ed Udc, aveva a più riprese proposto delle audizioni in Parlamento per discutere dello spinoso ddl sulle intercettazioni con diversi esperti di settore.
Dopo qualche ora, però, la Bongiorno ha dato l'ok definitivo nonostante il parere totalmente contrario della maggioranza che, come noto, ha spinto fin da subito per una celere approvazione del testo. Dunque, dalla prossima settimana, la Commissione ascolterà i pareri del procuratore antimafia Piero Grasso, dei rappresentanti dell'Anm e dei più influenti giornalisti, editori e professori universitari ( tra questi il docente di procedura penale e  procuratore di Reggio Calabria,
Giuseppe Pignatone). Il provvedimento, che da due anni è oggetto di numerose polemiche ed altrettante modifiche, rischia dunque di vedersi approvato non prima del prossimo autunno.
Del resto, all'opera di ostruzionismo totale di sindacati, magistrati, giornalisti ed editori, si è aggiunta quella interna al governo di centrodestra che, attraverso la corrente finiana, ha più volte fatto intendere di essere decisa a prolunguare i tempi di discussione e a non permettere una frettolosa approvazione del decreto entro il mese di agoso. Anche Giorgio Napolitano, interrogato sulla spinosa vicenda legislativa e parlamentare, ha fatto intendere di scorgere altre priorità nel lavoro normativo dell'esecutivo e, non ha caso, ha citato come maggiormente necessaria la discussione sulla manovra economico-finanziaria.
Silvio Berlusconi ed il Pdl hanno negli scorsi mesi caldeggiato diverse linee; alternando un atteggiamento risoluto e deciso a risolvere rapidamente l'approvazione del ddl ed uno meno rigido ed aperto ad una ridiscussione del testo nel mese di settembre. Proprio oggi, però, il Premier pare aver dato l'impressione di essere disposto ad apportare alcune piccole modifiche alla tanto discussa norma per poi ripresentarla blindata (e quindi senza nessuna possibilità di rivisitazione) al massimo entro i primi di ottobre. 
In ogni caso, ogni ulteriore giudizio, è rimandato al prossimo 30 giugno; quando i capigruppo si riuniranno per decidere il giorno esatto in cui il testo finale sarà presentato in aula per l'approvazione defintiva. Di sicuro, la decisione della Bongiorno, che ha apertamente e platealmente ignorato la richiesta di Lega e Pdl di evitare le audizioni richieste dalla maggioranza, è l'ennesimo, limpido e forte segnale di divisione all'interno del governo di centrodestra.

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di Germano Milite
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