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I parlamentari leggeranno le intercettazioni in aula

Ddl intercettazioni: Di Pietro aggirerà il bavaglio per la stampa


Ddl intercettazioni: Di Pietro aggirerà il bavaglio per la stampa
21/04/2010, 13:04

ROMA - Spesso si dice: "Fatta la legge, trovato l'inganno". E questa volta ad ingannare la legge ci pensa Antonio Di Pietro, leader dell'Italia dei Valori. La legge in questione è quella sulle intercettazioni telefoniche, che impone ai giornalisti la censura sulle notizie relative alle intercettazioni, anche dopo che queste sono state rese pubbliche dal Pubblico Ministero, pena la reclusione fino a 6 anni (se io metto sotto qualcuno con la macchina e lo uccido, rischio solo 5 anni; questo per dare un'idea di come viene considerato il reato, ndr). Ma DI Pietro tende una mano all'informazione e ai cittadini: "Ogni volta che ci sarà un'intercettazione regolarmente depositata e a disposizione delle parti, al termine della seduta d'Aula (alla Camera o al Senato) si alzerà un parlamentare dell'Idv e la leggerà", ha detto l'ex Pm. Può sembrare una sciocchezza, ma non è così, perchè questo comporta l'inserimento nel verbale stenoitipico dell'aula di queste frasi intercettate e quindi i giornalisti possono ricopiarle, senza incorrere in alcuna sanzione penale. D'altronde neanche i parlamentari spono sanzionabili penalmente, dato che l'articolo 68 della Costituzione protegge il parlamentare dai processi per qualsiasi cosa possa dire "nell'esercizio delle sue funzioni". Ed è indubbio che un parlamentare in aula è nell'esercizio delle sue funzioni.

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di Antonio Rispoli
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