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Ddl Intercettazioni: il Governo richiede altre 48 ore


Ddl Intercettazioni: il Governo richiede altre 48 ore
14/07/2010, 19:07

ROMA - E stato lo stesso sottosegretario alla Giustizia Giacomo Caliendo a richiedere ulteriori 48 ore di tempo per esaminare con cura tutti i numerosi emendamenti presentati al testo di legge sulle intercettazioni; provocando quindi lo slittamento delle votazioni da oggi alla prossima settimana. Fin da subito si è dichiarata soddisfatta anche la presidente della Commissione giustizia alla Camera Giulia Bongiorno che ha osservato:"La richiesta, che mi è sembrata saggia, è stata accolta positivamente da tutti i gruppi e quindi questo differimento è assolutamente consequenziale".
E difatti sono stati tutti i gruppi ad aver accettato la proposta di proroga sull'approvazione del ddl avanzata da Caliendo; con undici emendamenti totali presentati di cui sei firmati dal capogruppo del Pdl in commissione Giustizia Enrico Costa e dal leghista Matteo Brigandì, e cinque dalla presidente della commissione e relatrice del ddl sulle intercettazioni, Giulia Bongiorno. Gli undici appena citati, vanno a rinfoltire i 600 emendamenti già presentati nei giorni scorsi che hanno fanno comprendere a Caliendo quanto fosse inevitabile un'analisi non frettolosa delle modifiche suggerite:"Abbiamo chiesto più tempo - spiega infatti il sottosegretario al termine della seduta di commissione - perché vogliamo leggerci con calma tutti gli emendamenti per capire che tipo di parere dobbiamo dare. Altrimenti, cosa avrei dovuto fare, dare un parere contrario a tutto? Con il Guardasigilli, invece, avremo così il tempo per guardare con attenzione le varie proposte di modifica".
Come si legge anche su La Repubblica, è stato positivo pure il parere dell'opposizione che, con il deputato udc Roberto Rao, ha osservato:'Abbiamo sempre chiesto che il testo venga modificato profondamente e che il dibattito non venga strozzato. Il testo ora, anche grazie agli emendamenti di Enrico Costa e del presidente Bongiorno, è cambiato e questo rinvio ci sembra una cosa positiva perché così il governo, se vorrà, potrà anche accorpare le varie proposte di modifica e formularne di nuovi".
Più intransigente la posizione del leader Idv Antonio Di Pietro che, sul ddl intercettazioni e le modifiche introdotte, tuona :"Tutti gli emendamenti presentati servono solo a coprire lo sporco di questo disegno di legge criminogeno, che deve semplicemente essere eliminato". Subito dopo, rivolgendosi ai giornalisti, l'ex pm ha lanciato un invito provocatorio nemmeno poi tanto velato al presidente della Camera:"Tra i parlamentari della maggioranza, e penso soprattutto a Fini, è arrivato il momento di decidere: alcuni vogliono svendere la propria dignità per alcuni pidduisti; altri non hanno i coraggio di alzare la testa e voteranno il ddl così come è".
Sempre in riferimento a Fini ha commentato anche Silvio Berlusconi che, stizzito per il comportamento di quello che sembra sempre più un ex alleato, ha chiosato:"Fa di tutto per distruggere il mio lavoro. E la Bongiorno me l'ha giurata. Se passano le sue modifiche questa legge sarà completamente svuotata e non servirà più a nulla". Pronta e sibillina la risposta della terza carica dello Stato:"Noi abbiamo messo i nostri paletti, inderogabili, su questi potrebbe anche cadere il governo".
La stoccata destabilizzante all'esecutivo di centrodestra arriva dal senatore d'area Pd Felice Casson, il quale, riguardo al ddl, chiede a coloro che nella maggioranza sono contrari alla legge di uscire allo scoperto; visto anche che "Il grido d'allarme delle forze di polizia, della Procura nazionale antimafia, dell'intera stampa italiana, del Garante della Privacy, oltre che di varie organizzazioni internazionali, dall'Onu all'Osce, non possono essere ignorati per convenienza politica".
Dunque, l'approvazione lampo del ddl, sembra oramai sempre più una chimera destinata a scontrarsi con la dura realtà politica ultimamente meno assoggettata ai capricci del Premier. E si pensa al numero di energie economica, politiche ed istituzionali che si stanno spendendo per la celere approvazione di un provvedimento che tutto è tranne che primario, ci si rende conto di quanto l'intero paese sia schiavo di beghe che di politico non hanno nulla ma di vergognoso conservano tanto; sicuramente troppo.

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di Germano Milite
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