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Per la I° volta Pdl riesce a coalizzare tutti contro di sè

Ddl intercettazioni: ostruzionismo da tutta l'opposizione


Ddl intercettazioni: ostruzionismo da tutta l'opposizione
26/05/2010, 11:05

ROMA - Questa volta l'impresa ha dell'incredibile: il Pdl è riuscito a coalizzare tutti i partiti dell'opposizione contro il ddl intercettazioni. Già ottenere una reazione negativa del Pd, sempre molto accondiscendente a tutto, è stata una impresa. Ma aggiungervi il no del Gruppo Misto e quello dell'Udc è quasi un miracolo. Oggetto del contendere, l'approvazione del calendario d'aula al Senato. La maggioranza (Pdl e Lega Nord) nella conferenza dei capigruppo ha imposto l'esame del ddl intercettazioni in aula al Senato a partire da lunedì, per di più con un contingentamento dei tempi molto stretto (in media uno o due minuti per senatore, su tutto il provvedimento). Ma l'opposizione ha riposto a questa forzatura con la decisione dell'ostruzionismo a cominciare proprio dal calendario: poichè ad ogni senatore spettano due minuti per parlare, ben 84 deputati del Pd si sono iscritti a parlare contro, insiene a tutti i senatori dell'Idv e a qualcuno dell'Udc e del Gruppo Misto. In totale oltre 100 senatori, che impegneranno l'aula tentando di rinviare la votazione sul calendario (2 minuti a testa per 100 persone, sono oltre 3 ore, forse anche 4).
Anche perchè ormai quella che è uscita dalla Commissione Giustizia è una bozza, ormai è evidente. Il provvedimento deve essere cambiato, per tacitare innanzitutto i mal di pancia all'interno della maggioranza. Infatti votare a favore di una legge simile, che è una censura a tutti i livelli (stampa, blogs, social netowork) prima ancora che una difesa della privacy, rischia di rovinare la reputazione di chi lo appoggia. Ed ormai è venuto a mancare anche l'appoggio delle stesso Berlusconi, che addebita la caduta nei sondaggi anche agli scontri su questa legge bavaglio. Tuttavia secondo i vari Cicchitto, Alfano, Quagliariello e così via, una retromarcia totale (cioè abbandonare la legge in un c assetto dell'archivio del Senato) potrebbe causare un ulteriore calo di consensi.

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di Antonio Rispoli
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