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Seduta notturna straordinaria per approvarla

Ddl intercettazioni: sì in commissione al Senato per la legge-bavaglio


Ddl intercettazioni: sì in commissione al Senato per la legge-bavaglio
18/05/2010, 10:05

ROMA - Sarebbe una situazione quasi comica, se non fosse drammatica: in un Senato che normalmente il lunedì non vede un'anima viva, è stata convocata la Commissione Giustizia per approvare il ddl intercettazioni, con una seduta notturna straordinaria. Tutto, pur di approvare in fretta una legge per impedire alla magistratura di usare le intercettazioni nelle indagini.
Perchè la riscrittura dell'articolo 266 del Codice di Proceura Penale mira esattamente a questo. Infatti, pur restando i "gravi indizi di reato", come adesso, vengono aggiunti alla legge la necessità di prove indipendenti che dimostrano che la persona che si vuole intercettare è coinvolta nel reato. CIoè si vuole che il Pm acquisisca delle prove per autorizzare le intercettazioni che servono al Pm per prociurarsi quelle prove. Un assurdo. E la stessa disciplina vale anche per i tabulati telefonici. Qualcosa di simile anche per le intercettazioni ambientali - cioè i microfoni nascosti in una macchina o in un locale - che potranno essere disposte solo se è provato che in quel posto si sta commettendo o si commetterà un reato.
I tempi per questa richiesta poi sono allungati dalla necessità di dover andare a fare la richiesta nel tribunale collegiale del capoluogo di distretto; mentre si sa che le intercettazioni funzionano se sono disposte con celerità ed immediatezza.
Infine la chicca: le intercettazioni non possono durare più di 30 giorni, prorogabili - solo in caso di assoluta necessità da motivare per iscritto e a cui il Tribunale deve rispondere per iscritto - di 15 giorni in 15 giorni fino a 75 giorni totali. Una garanzia assoluta per boss mafiosi e simili, dato che i loro piani sono talmente articolati che serono ben più di due mesi e mezzo per accumulare prove contro di loro.
Ma dopotutto, perchè stupirsi di questa scelta? Come ha detto il Ministro Daniela Santanchè, durante la trasmissione "Mattino 5" che è andata in onda lunedì mattina, "E' assurdo intercettare un boss mafioso mentre parla con la madre. E' una violazione della privacy".

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di Antonio Rispoli
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