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Le modifiche apportate solo di dettaglio e marginali

Ddl Lavoro, scatta la mobilitazione della Cgil


Ddl Lavoro, scatta la mobilitazione della Cgil
26/04/2010, 10:04

ROMA - La Cgil, agendo da sola, come accade ormai da lunghi anni, si prepara alla mobilitazione contro il disegno di legge sul lavoro, già respinto alle Camere una prima volta dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. La mobilitazione inizierà oggi davanti alle prefetture di tutta Italia e proseguirà con un presidio nazionale davanti alla Camera dei Deputati previsto per il 28 aprile, data in cui inizierà la discussione alla Camera del disegno di legge in questione.
I punti in questione sono molti: secondo il segretario confederale Fulvio Fammoni, "permangono misure molto gravi come la certificazione in deroga ai contratti collettivi nazionali di lavoro e i vincoli al ruolo del giudice del lavoro, il ricatto sui precari per la clausola compromissoria che non è certo attenuato da un rinvio di 30 giorni, nessuna schermatura sostanziale alla derogabilità di leggi e contratti possibile con l'arbitrato di equità che resta preventivo al manifestarsi della controversia, è confermata la previsione di un decreto ministeriale anche se fintamente attenuata, non previsto niente sui termini dell'impugnazione".
In pratica vengono eliminate quasi tutte le conquiste che il movimento sindacale ha fatto negli ultimi 30 anni a favore degli operai e in generale dei lavoratori dipendenti. Il Presidente Napolitano ha rinviato la legge alle Camere, ma le modifiche che la maggioranza ha apportato al provvedimento sono superficiali e di dettaglio, ma non intaccano il violento attacco ai ditritti del lavoratore, a cominciare dall'introduzione dell'arbitrato preventivo, che priva il lavoratore di qualsiasi tutela.
Certo che appare strano il totale silenzio sulla vicenda dei rappresentanti di Cisl e Uil, che sembrano non essere minimamente interessati alla vicenda e a difendere gli interessi dei lavoratori.

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di Antonio Rispoli
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