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Sospetti sul provvedimento di legge per i giovani

Ddl Meloni: aiuto ai giovani o regalo agli amici?


Ddl Meloni: aiuto ai giovani o regalo agli amici?
09/07/2010, 09:07

ROMA - Aumentano le discussioni sul cosiddetto ddl Meloni, dal nome del Ministro per la Gioventù Giorgia Meloni, nella quale si destinano 12 milioni alle Comunità Giovanili. Questa mattina Il Giornale ospita una lettera del Ministro, nella quale la Meloni lamenta un ostracismo inutile, contro di lei e contro questa legge, proveniente sia dall'Italia dei Valori che dal Pdl. Eppure, dice la Meloni, "Le Comunità Giovanili non sono altro che centri per l’aggregazione dei giovani. Spazi comunali, caserme in disuso, immobili confiscati alla criminalità organizzata, in cui una libera associazione possa svolgere attività di vario tipo. Dallo studio al teatro, dalla musica ai cineforum, dallo sport al volontariato, e molto altro. Il tutto in un contesto democratico di elettività delle cariche direttive, trasparenza nei conti, legalità, assenza di fini di lucro". Naturalmente non manca l'autoelogio: "Racconto questo sogno delle Comunità Giovanili nelle piazze e nelle assemblee studentesche fin dai tempi del liceo. Continuo a farlo da ministro, con la passione di chi crede in quello che fa. Non c’è solo una bella storia politica a supportarmi in questo impegno o la solidarietà generazionale che mi si è riversata addosso in queste ore. C’è anche una promessa fatta a Scampia, in mezzo a palazzoni scrostati e un’aria pesante come il piombo, di fronte a un nugolo di studenti che meriterebbero la nostra mobilitazione, piuttosto che vedere il Pdl scaricare sui giovani, l’anello debole di questo tempo vigliacco, la propria difficoltà a risolvere i conflitti interni". Ma è proprio così?
Qualche dubbio viene per due motivi. Il primo per l'aggressione fisica mercoledì scorso ai danni del deputato dell'Idv Franco Barbato ad opera di diversi membri del Pdl. Il secondo lo si legge nell'articolo 5 della legge laddove si dice che le comunità giovanili che possono accedere a questi fondi sono quelle che "prevedano nei propri statuti l’impegno degli associati a contrastare efficacemente, all’interno della comunità giovanile o in prossimità di essa, ogni forma di discriminazione o violenza, ovvero di promozione o esercizio di attività illegali nonché l’uso di sostanze stupefacenti o l’abuso di alcool". Ora, quali sono le associazioni giovanili - cioè fondate e formate da under 35 - che hanno queste cose iscritte nel proprio statuto e che hanno cariche più o meno elettive? Si sbaglia a pensare che si riferisca ad associazioni o sezioni giovanili di partiti politici? Ed è chiaro che la Meloni non ha fatto una legge per dare soldi a Rifondazione Comunista, in questo caso, ma per i partiti a lei vicini: Pdl, Forza Nuova, Casapound e così via.

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di Antonio Rispoli
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