Politica / Parlamento

Commenta Stampa

Arresti domiciliari come pena e messa in prova del soggetto

Ddl salva carceri: pene alternative per i reati meno gravi

Sospensione del processo per gli irreperibili

Ddl salva carceri: pene alternative per i reati meno gravi
04/12/2012, 19:13

ROMA – E’ stato un impegno assunto dal ministro della Giustizia, Paola Severino, fin dal suo insediamento, un anno fa: affrontare l'emergenza carceri. E dopo il decreto da lei stessa battezzato “salva carceri”, il primo atto del governo in materia di giustizia, la Camera ha approvato il disegno di legge sulle misure alternative, ideale compimento del progetto del Guardasigilli, per fare in modo che il carcere diventi davvero, il più possibile, solo l'extrema ratio. Due sono i punti importanti contenuti nel ddl: l'utilizzo degli arresti domiciliari come pena che il giudice può irrogare direttamente, per determinati reati, già al momento della sentenza, allo stesso modo della carcerazione o della sanzione amministrativa; e la “messa in prova”, senza l'ingresso in carcere, istituto utilizzato con buoni risultati per la giustizia minorile, che può dare luogo alla sospensione del processo e all'estinzione del resto. La sospensione del processo è rimessa a una richiesta dell'imputato, che non può andare oltre la dichiarazione di apertura del dibattimento di primo grado. Consiste in una serie di prestazioni, tra le quali un’attività lavorativa di pubblica utilità (presso lo Stato, le regioni, le province, i comuni o presso enti o organizzazioni di assistenza sociale e di volontariato), il cui esito positivo determina l'estinzione del reato. Le due novità sono previste per delitti che non destano allarme sociale, con pene edittali fino a 4 anni di reclusione. Il ddl contiene anche la misura della sospensione del processo per gli irreperibili. 

Commenta Stampa
di Valerio Esca
Riproduzione riservata ©