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Maggioranza e opposizione ai ferri corti

Ddl Sicurezza: aspro scontro al Senato


Ddl Sicurezza: aspro scontro al Senato
02/07/2009, 16:07

Come prevedibile,  dopo l'approvazione definitiva del ddl sulla (presunta) sicurezza, esplode una piccola "guerra (in)civile" all'interno dell'aula del Senato. Protagonisti in particolar modo il capogruppo dell'Udc Giampiero D'Alia, il Presidente dei Senatori del Pd Anna Finocchiaro, i Ministri Maroni e Gasparri e i senatori dell'Idv. Inizialmente la sala del Senato è semideserta; latitanti soprattutto i membri del centro destra. Istante dopo istante, però, con il crescere delle invettive, delle accuse e delle contro-accuse, l'aula si riempie. Il primo ad intervire è uno sdegnato ed aggressivo D'Alia che, assolutamente contrario all'approvazione del Ddl, inveisce contro i rappresentanti del carroccio e del Pdl.
Li accusa di voler sostituire:"Camice nere a camice verdi" e poi rincara la dose sostenendo che, l'attuale governo, sta: "Smantellando lo stato di diritto". Le reazioni da parte dei Leghisti non sono né originali, né rispettose: schiamazzi, "buuuh", braccia allargate.  Campione di lungimiranza e assoluto senso delle realtà è però il capogruppo della Lega, Federico Bricolo. Bricolo, immaginando l'Italia e il mondo intero come una sorta di piccolo paesello nordico in cima alle Alpi (magari con heidi e le caprette che fanno "ciao"), dimostra una soglia della vergogna pari a zero qaundo sostiene  con orgoglio  che, questo decreto, impedirà:"l'ingresso a casa nostra degli stranieri".
Non pago dell'incipit del suo delirio xenofobo e grottescamente nazional-popolare, Bricolo poi aggiunge che, l'Italia, "non ha bisogno della manodopera straniera". Nel frattempo, al Senato, è entrato anche Maroni; accolto da pacche sulle spalle, sguardi ammiccanti e segni d'intesa tipici di un'osteria brianzola (con qualche rutto in più l'atmosfera sarebbe stata perfetta). Dopo le grottesche rivendicazioni dei baldi rappresentanti del carroccio, interviene anche Anna Finocchiaro.  Riferendosi al decreto sulla (in)sicurezza, la Finocchiaro parla di:"pugno sul tavolo" sbattuto dai leghisti e, dopo aver sottolienato i difetti del disegno di legge, la presidente dei Senatori del Pd, sottolinea quanto Lega e Pdl non si siano:"Mai mostrati particolarmente sensibili a valori umani e diritti costituzionali". Il Pd dunque scopre l'acqua calda, l'Udc sbraita attraverso D'Alia, i rappresentanti dell'Idv espongono striscioni a mo di "dissidenti comunisti" e l'Italia affonda, sempre più, nella melma d'ipocrisa, xenofobia e finta sicurezza ben amalgamata (e nascosta) dall'attuale governo.

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di Germano Milite
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