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La provocazione lanciata dai Popolari per il Sud

De Flaviis: ''Zaia si riprenda i rifiuti del Veneto''

In Campania due discariche zeppe di scarti tossici

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De Flaviis: ''Zaia si riprenda i rifiuti del Veneto''
29/12/2010, 17:12

NAPOLI - ''Il presidente del Veneto Luca Zaia venga a riprendersi i rifiuti tossici sversati da ditte della sua regione in una cava di Baia (nel Comune di Bacoli, provincia di Napoli, ndr) e provveda anche a bonificare tutta l'area della cava interessata''. Ad avanzare la richiesta - che acquisira' la forma di una lettera aperta al governatore della Lega - sono i consiglieri regionali campani dei Popolari per il Sud, Sandra Lonardo e Ugo De Flaviis, che si fanno sostenitori della battaglia dell'avvocato bacolese Giacomo Perreca il cui esposto ha gia' fruttato due condanne in primo e secondo grado di tre ditte venete. Il messaggio politico che i Popolari per il Sud lanciano - e su cui intendono coinvolgere il governatore della Campania Stefano Caldoro e tutto il parlamentino regionale - e' semplice: ''Il Veneto e' stata la regione del Nord che piu' apertamente ha negato la solidarieta' alla Campania. Il presidente Zaia in maniera arrogante ha dichiarato che non aveva alcuna intenzione di aiutare la popolazione di Napoli. Un comportamento assurdo che meritava una risposta documentata. Quella che forniamo oggi, carte alla mano. Visto che e' stato accertato che ditte venete hanno sversato illegalmente rifiuti tossici ora Zaia venga a riprenderseli e provveda anche alla bonifica, in alternativa dia un sostegno concreto a Napoli ed alla sua Provincia''. Ai giornalisti i due consiglieri regionali mostrano un video girato nella cava in localita' Baia, a poche centinaia di metri dallo splendido Castello, nel cuore dei Campi Flegrei. Sono ancora visibili cumuli di bidoni, container vuoti, camion abbandonati. La storia nasce da un esposto presentato dall'ex consigliere comunale di Bacoli Perreca e riguarda una cava di proprieta' della 'Pozzolana flegrea' in stato di evidente degrado che viene posta sotto sequestro nel 2002. I lavori dei magistrati veneti (molto piu' celeri dei colleghi napoletani) portano ad una prima sentenza di condanna (la n. 11 del 7 febbraio 2008) emessa dalla prima sezione penale del Tribunale di Venezia e successivamente confermata dalla Corte d'Appello di Venezia (ad eccezione della condanna in primo grado relativa al capo d'imputazione sul reato di associazione a delinquere) di sei persone, tutte responsabili a vario titolo di tre ditte venete, la Nuova Esa srl di Marcon, la Ecoveneta Spa e la Servizi Costieri srl. Secondo la ricostruzione dei magistrati lo sversamento illegale di rifiuti (sia tossici che non) sarebbe avvenuto nell'arco degli anni '90. I materiali, pur identificati con una sigla di comodo che non destasse problemi, sono in realta' ''partite di rifiuti derivanti da processi di metallurgia termica dell'alluminio ed inidonee ad essere utilizzate ai fini di recupero presso l'impianto''. Le indagini parlano anche di sversamenti di rifiuti tossici anche in un altro sito napoletano, Settecainati, nel Comune di Giugliano (zona tristemente legata a discariche e siti dove oggi giacciono milioni di ecoballe) Solo per quanto attiene alla cava di Baia, la magistratura veneziana ha accertato lo sversamento illecito di quantita' ingenti di rifiuti ad alto livello di tossicita' con ovvio conseguimento di ''cospicui ingiusti profitti derivanti dall'abbattimento dei costi dovuti ordinariamente per lo smaltimento dei rifiuti presso siti all'uopo autorizzati e dall'evasione dell'ecotassa''. A questo, insiste Sandra Lonardo Mastella, si aggiunga ''il grosso rischio prodotto per la salute dei cittadini'' come conferma uno studio dell'Oms sull'aumento dei malati di tumori. ''Se parliamo di federalismo solidale - e' la provocatoria affermazione dell'ex presidente del Consiglio della Campania - il governatore Zaia ha l'occasione per dimostrare la sua solidarieta', in considerazione del fatto che e' dalla sua regione che la Campania ha subito queste violenze''. E' gia' pronta una lettera aperta al presidente del Veneto che, annuncia Lonardo, ''sara' portata in aula per la firma di tutti i consiglieri'' oltre ad un appello rivolto allo stesso Caldoro: ''Prenda contatto con Zaia perche' faccia qualcosa''. (Asca)

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di Redazione
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