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De Magistris: il lungomare liberato e i fumi arancioni


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De Magistris: il lungomare liberato e i fumi arancioni
12/09/2012, 16:49

Lo stiamo dicendo da tempo, ma siamo stati considerati solo come “certa informazione contraria a de Magistris”. Un’affermazione riduttiva che non fa onore al ruolo sociale che ogni testata giornalistica ricopre nel panorama dell’informazione a Napoli ed in Campania. In particolare noi della Julie, nati liberi e vivendo da professionisti non foraggiati da alcuno, ci sentiamo in dovere di sottolineare circostanze e situazioni che spesso rasentano l’assurdità istituzionale e civile. E’ il caso del sindaco Luigi de Magistris, persona per bene, ma che ha perso completamente il metro e la misura un po su tutto, smarrendo il concetto originario della sua elezione. Non era necessaria la polemica che impazza sul web su Chiara, la ragazza di 22 anni che ha scritto al sindaco chiedendogli di ricordarle per quale motivo lei lo aveva votato. Non è solo Chiara che si sta ponendo questa domanda, ma un buon 70% dell’elettorato arancione attualmente si chiede: perche?. Siamo purtroppo tornati al tempo di Bassolino, quando la poltrona di primo cittadino di una grande metropoli era il trampolino per andare a fare il ministro, ma adesso le cose sono mutate rispetto all’impero di don Antonio; a don Luigi è venuto in mente di fondare un partito, una banca, di creare un quartieri a luci rosse, di andare in giro per l’Italia a decantare il modello Napoli. E noi ci chiediamo: ma qual è il modello Napoli? Il lungomare liberato per caso?, o la boutade della ZTL nel centro storico più grande d’Europa, servita solo a bastonare i cittadini, depredandoli dei pochi spiccioli guadagnati a mezzo multe pazze, ed a rimpinguare i portafogli dei parcheggi privati in quella che è stata la cuccagna della mobilità insostenibile. Ma dopo il fuoco incrociato sulle follie arancioni, arriva la nuclearizzazione targata Giovanni Corona. Il PM che indagò sulla faida di Scampia nel 2004, ed in prima linea contro la criminalità organizzata, ha lanciato la sua atomica sul lungomare dell’ex collega De Magistris. “Il lungomare? Un sepolcro imbiancato che cela il marcio”. Parola di magistrato, e dopo questa affermazione cala il sipario su una gestione della res pubblica affannosamente indirizzata alla politica attiva, a rendere il sogno arancione un’ideologia, magari, un ennesima riprova a conferma che gli antichi non sbagliavano mai: “A ognuno il suo mestiere”.  

 

 


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di Rosario Lavorgna
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