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De Magistris sindaco? Luci ed ombre, ma più pulizia


De Magistris sindaco? Luci ed ombre, ma più pulizia
26/09/2011, 11:09

Ormai sta per finire il quarto mese dell'atti vità di Luigi De Magistris come sindaco di Napoli. E quindi un primo bilancio provvisorio si puà tirare, relativamente alla sua attività.
Ed è un bilancio con luci ed ombre, come sempre avviene. Di negativo c'è la totale inesperienza nel ruolo, come è stato dimostrato da certi episodi. Come per esempio quello di fare dichiarazioni avventate. Chi non ricorda: "Puliremo la città in cinque giorni"? Peccato che il giorno dopo sono stati bloccati i conferimenti in discarica e la promessa è andata a farsi benedire. E così altre dichiarazioni dello stesso tenore, realizzate sì, ma non nei tempi annunciati. Così come qualche scelta tra gli assessori è molto discutibile; anche se in questo caso preferisco sospendere il giudizio, per verificare esattamente il comportamento (quanto istituzionale e quanto corretto) di ognuno di loro.
Per ora però le luci prevalgono. Innanzitutto c'è un livello di dinamicità che il Comune di Napoli non vede da decenni. Una dinamicità che promana direttamente dal sindaco e che "contagia" tutti coloro che gli stanno intorno. Andando nei dettagli, esaminiamo i punti nevralgici. Il problema rifiuti, nei limiti di azione del sindaco, è risolto. Nel senso che la raccolta avviene regolarmente e finchè c'è una discarica che li può accogliere, si è a posto così. Nel frattempo sta partendo, sia pure in maniera molto stentata, la raccolta differenziata. Era chiaro che non si sarebbe potuta fare in 6 mesi, come detto in campagna elettorale. Un po' più di 6 mesi ci sono voluti per far partire la raccolta differenziata, per esempio, nel comune di Portici, in provincia di Napoli, che ha meno di 100 mila abitanti. Era impossibile fare lo stesso in una città che ne ha più di un milione. E' ovvio che ci vorrà almeno fino alla fine del 2012 prima di far partire la raccolta differenziata ovunque. E ci saranno zone dove la camorra - che non ha interesse a rinunciare a quello che è per loro un affare, cioè le discariche - creerà mille ostacoli ed anche di più. Come succede a Portici, non basterà organizzare il porta a porta, con la raccolta giornaliera, ma si dovranno tenere pronti dei mezi pronti ad intervenire con minimi preavvisi per pulire strade che "improvvisamente" si sporcheranno. Tuttavia, la presenza di Raphael Rossi ai vertici dell'Asia (la municipalizzata napoletana che si occupa di rifiuti) garantisce che sarà difficile organizzare qualcosa di sporco a livello ufficiale.
Invece ottimi risultati De Magistris li sta ottenendo sul lato degli sprechi: ha tagliato salari (a cominciare dal suo e da quello degli ssessori), consulenze, spese per le auto blu e così via. Ha creato risparmi per diversi milioni di euro all'anno e non ha finito. Ora sta tagliando anche le municipalizzate, accorpandole e tagliando i posti nei Cda: non più tante municipalizzate ognuna con cinque posti, ma poche e con amministratore unico o al massimo un Cda di tre persone. sono decine di posti inutili che vengono soppressi, insieme a salari per lo più immeritati. L'ultimo (pessimo) esempio lo si è avuto a gennaio di quest'anno, quando 13 dirigenti della Asia si sono aumentati lo stipendio "per il buon lavoro svolto" mentre i napoletani annegavano nei rifiuti. Questo gli sta creando seri problemi non solo con l'opposizione, ma anche col Pd napoletano, che lo sostiene ma senza entusiasmo (per usare un eufemismo; diciamo che se lo vedono affogare, gli tirano qualche pietra per essere sicuri che affoghi). In quanto partito di maggioranza con l'amministrazione Iervolino, molti di questi dirigenti tagliati sono del Pd. Ognuno dei quali ha il suo "padrino politico" di riferimento.
C'è poi la vicenda "America's Cup", dove è stato sbagliato tirare la croce addosso al sindaco per il fatto che è stata scelta Venezia e non Napoli: Venezia si è presentata appoggiata dal governo nazionale e dai ministri della Lega in particolare; Napoli è stata appoggiata solo dalle istituzioni locali. Quindi, al di là della bontà della candidatura, era chiaro che per Napoli la strada era un Everest da scalare. Viceversa buona l'iniziativa di cercare di ottenere due tappe della competizione velica andando in Inghilterra a parlare con gli organizzatori, anche se c'è stata una caduta di stile, dato che è andato a discutere proprio in concomitanza con la partita di calcio che il Napoli ha disputato col Manchester CIty per la Champions League. Tuttavia, se tutti i problemi di De Magistris fossero questi, rispetto a ciò che di positivo è stato fatto, si possono tranquillamente chiudere entrambi gli occhi. Parliamoci chiaro: i napoletani non hanno eletto sindaco San Gennaro, ma un individuo. Che in quanto tale ha le sue debolezze.
Debolezze che però devono avere un limite. Il limite è stato superato lo scorso 19 settembre, quando De Magistris, nel Duomo di Napoli, ha baciato la teca dove è contenuto il sangue sciolto del miracolo di San Gennaro. So che è prassi, che più o meno tutti i politici l'hanno fatto; ma quello è un gesto che ha un significato ben preciso: la politica che si mette al servizio del Vaticano. E questo non deve avvenire: la politica deve essere al servizio dei cittadini. Per usare una metafora, possiamo dire che nel matrimonio tra il sindaco e i cittadini, si può chiudere un occhio se il primo una volta tanto va con una prostituta (usare il viaggio in Inghilterra per vedere il Napoli), ma non se si fa l'amante.
Risolti quindi i problemi di Napoli? Ovviamente no. Ce ne sono ancora tantissimi, e spesso incancreniti dal fatto che esistono da molto tempo senza che mai siano stati affrontati. E quindi ci vorrà diverso tempo per eliminarli. A cominciare dall'enorme debito che attanaglia il Comune, per esempio. O dalla forte disoccupazione (che comunque non può essere risolta solo dal sindaco). Comunque l'inizio sembra positivo. Ma qui stiamo parlando di una maratona dove finora si è arrivati al terzo chilometro. Una valutazione completa la si può fare solo più avanti.

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di Antonio Rispoli
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