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Non ancora raggiunto accordo in Giunta

Decadenza Berlusconi: Pdl “verso la crisi di governo”


Decadenza Berlusconi: Pdl “verso la crisi di governo”
04/09/2013, 17:38

Verso le 13:30 circa l’ufficio di presidenza della Giunta si è riunito per stabilire l’eventuale decadenza di Silvio Berlusconi da senatore ma tutt’ora la partita è ancora in pieno svolgimento: non è ancora stato trovato un accordo. A questo punto, dunque, la giunta dovrà riunirso lunedì prossimo verso le 15 per tentare un accordo. Secondo quanto dichiarato da Buemi, dopo la relazione di Augello spetterà alla presidenza o alla stessa giunta decidere il calendario. Il Pd è sempre più convinto di votare a favore della decadenza e il Pdl, a questo punto, intende rompere con l'esecutivo dando così vita alla crisi di governo. L’ex premier da un lato vorrebbe interrompere la collaborazione "con chi mi butta a mare". I ministri sono pronti alle dimissioni: se il Pd "non cambia atteggiamento sulla decadenza sono pronte le dimissioni di tutti i ministri e di tutti i parlamentari del Popolo della Liberta'", dichiara il deputato del Pdl, Gianfranco Rotondi.
"E’ la conseguenza politica della loro scelta. Non possono fare il governo con Berlusconi, cacciarlo e poi pretendere che dica anche grazie. Francamente mi sembra un po' troppo. E' sciocco dire che siamo noi che apriamo la crisi, ma è il Pd che ci accompagna alla porta", ha spiegato il deputato. Ipotesi, questa, che l'assemblea del gruppo Pdl di Palazzo Madama sta esaminando in queste ore.
Luciano Violante, intanto, ha chiarito cosa lo ha spinto a parlare del caso di Silvio Berlusconi. "Il Pd stava correndo il rischio del giacobinismo. Se vedi che un'auto va fuori strada devi avvertire l'autista. Per questo ho parlato", ha dichiarato in un'intervista a Repubblica.
"L'idea di annientare l'avversario è tipica della politica debole, quella che non ha la forza di confrontarsi con gli oppositori", ha sottolineato. "Non ho mai detto che il Pd doveva offrire scappatoie a Berlusconi. Ho detto che doveva garantire anche lui il diritto di difendersi davanti alla Giunta. Mi sembrava una banalita'", ha sottolineato Violante che ha inoltre smentito di avere pianto per la contestazione di Torino. "Non avrei nessuna vergogna ad ammettere ma non è vero che ho pianto", mi sono alzato in piedi e ho spiegato quello che ho detto davvero". 

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di Erika Noschese
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