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Decreto Compensazioni, PMI Campania: "Lettera a Mario Monti"


Decreto Compensazioni, PMI Campania: 'Lettera a Mario Monti'
29/05/2012, 16:05

"Dal 2009 si parla di crisi economica e sono notizie degli ultimi giorni quelle che vedono l'Italia in recessione. Gli ultimi interventi del governatore della Banca d'Italia Visco hanno evidenziato come le Imprese facciano sempre più fatica a ricorrere al credito bancario e questo non permette alle Piccole e Medie Imprese di continuare a fare quello per cui sono nate: offrire prodotti e servizi e generare economia ed occupazione. Le PMI vogliono continuare a lavorare per e nel Nostro Paese e a garantire ai propri dipendenti le certezze necessarie. Purtroppo, oggi, gli Imprenditori sono costretti a districarsi tra mille difficoltà e trovano sempre meno risposte alle tante domande. Il protrarsi di questa situazione sta riducendo, anche, la capacità delle PMI per far fronte ai propri impegni con il Fisco e con gli Enti di Previdenza con conseguente e inevitabile impatto sulle aziende che operano con la Pubblica Amministrazione per il mancato rilascio del DURC (Documento Unico di Regolarità Contributiva). Questo reca un danno non solo alle Imprese ma soprattutto all'intero sistema che vede limitata la propria credibilità e partecipazione sociale. PMI CAMPANIA (aderente a PMI ITALIA) ritiene che le piccole e micro aziende siano arrivate a questo forte indebitamento con lo Stato perché nel momento in cui hanno visto il loro fatturato scendere drasticamente hanno preferito mantenere le risorse umane all’interno delle proprie aziende per due motivi principali: 1) Impossibilità di trovare, in caso di ripresa della produttività, personale qualificato; 2) Evitare di creare una situazione di forte difficoltà economica e sociale per i propri collaboratori. Premesso ciò è pur vero che l’imprenditore non potendo far fronte ai propri doveri (verso l’erario e Istituti di previdenza) per motivi di carenza di liquidità è stato costretto, in seguito all’arrivo di cartelle esattoriali, a rateizzare il proprio debito ma ciò ha comportato l’impossibilità di pagare il corrente innescando una situazione talmente critica da portare l’azienda al fallimento ed in alcuni casi al gesto estremo del suicidio. L’Associazione PMI CAMPANIA, ha raccolto il senso di malessere che esiste tra le Piccole e Medie Imprese del nostro territorio, facendosi portavoce - nello specifico - di una richiesta costruttiva per risolvere tale situazione. Le PMI chiedono al Suo Governo di emettere un provvedimento legislativo che permetta alle Imprese di rimodulare il proprio debito con il Fisco e gli Enti di previdenza attraverso un piano di ammortamento a medio lungo termine al tasso legale corrente, offrendo la possibilità alle aziende in difficoltà di quantificare il debito già in fase di rateizzazione con il debito corrente non ancora rateizzato prevedendo un piano di rientro variabile tra i dieci e i quindici anni in virtù delle esigenze delle PMI. Quanto sopra evidenziato permette all’imprenditore di poter sanare la sua situazione debitoria pregressa e corrente, permettendo allo Stato di ricevere le stesse entrate fiscali offrendo però un supporto concreto a garanzia di quella fiducia nei confronti dello Stato e soprattutto in sé stesso ormai persa, incentivandolo a tornare a dirigere la propria azienda nel miglior modo possibile evitando l’umiliazione dovuta all’impossibilità di far fronte ai debiti accumulati per i motivi sopra elencati. Inoltre ci sia permesso di esprime il nostro disappunto per il provvedimento varato in questi giorni dal Suo Governo, che di fatto prevede la sostanziale esclusione delle PMI campane dalla compensazione tra debiti e crediti della Pubblica Amministrazione. Un provvedimento, auspicato e fortemente sostenuto dal mondo produttivo, ma che si traduce in una gravissima ingiustizia per le nostre IMPRESE che, ancora una volta, sono costrette a pagare le inefficienze della PA per il solo fatto che la Regione Campania è sottoposta al piano di rientro del deficit sanitario. Non le sfuggirà che ciò rischia di compromettere seriamente oltre 500 mila imprese che già sono fortemente minate dalla negativa congiuntura economica oltre a contribuire ad accrescere ulteriormente il divario tra la Campania con l’intero Mezzogiorno e il resto d’Italia. L’intento delle PMI campane non è quello di chiedere sanatorie o condoni ma di avere la possibilità di continuare a sentirsi parte integrante del Sistema Italia e motore dell'economia e poter avere almeno le stesse opportunità competitive nazionali prima ancora che globali. Confidiamo nella Sua indiscutibile attenzione sulle questioni esposte e in un pieno rilancio dell’Italia come certamente merita il Paese e tutti gli Imprenditori che hanno contribuito a renderlo GRANDE.".

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di Redazione
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