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L’Assessore si batterà per evitare decurtazioni

Deficit Campania, Sommese ‘proteggerà’ gli stipendi


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Deficit Campania, Sommese ‘proteggerà’ gli stipendi
31/08/2010, 13:08

NAPOLI – Non saranno, nuovamente, i dipendenti a pagare per lo sforamento del patto di stabilità della Campania. I loro stipendi, contrariamente a quanto circolato nelle ultime ore, non subiranno la decurtazione del 20% che aveva gettato nel panico una grossa fetta di lavoratori. Non ci saranno colpi d’accetta nemmeno sugli straordinari, sui progetti speciali e di produttività, sulle progressioni orizzontali
Le rassicurazioni arrivano da Pasquale Sommese, assessore al Personale della giunta Caldoro, che si erige a paladino dei 7mila di Palazzo Santa Lucia dipendenti di fronte a questo nuovo, ennesimo torto che si prospetta vista la situazione disastrosa delle casse regionali. “Non dimentichiamo, - ha affermato Sommese, - che per ridurre gli sprechi la Regione ha dovuto licenziare 30 dirigenti esterni, bloccare consulenze e nuovi contratti, rinunciare a oltre 200 comandati. Sulle palle degli interni gravano nuovi pesi. Che facciamo: anziché premiarli chiediamo loro di rinunciare al 20 per cento dello stipendio? Inammissibile”. Una bocciatura netta, in sostanza, che si evince anche dalle dichiarazioni rilasciate a JulieNews, nel corso del programma “Tutti in Regione” (che trovate in allegato a questo articolo).
Per il momento, l’obiettivo resta quello di tenere a galla la Regione. Ai miglioramenti si penserà poi, quando si sarà evitato lo sforamento del patto di stabilità nel 2011. Bisogna sistemare i conti, tagliare gli sprechi, valorizzare il personale (e non certo decurtargli lo stipendio). Per evitare il collasso, continua Sommese, sono altre le strade da percorrere. Strategie studiate a tavolino, che non prevedano di mettere le mani nelle tasche dei dipendenti. “Una volta che ci siamo resi conto delle difficoltà economiche in cui si dibatteva la Regione, - ha spiegato Sommese, - abbiamo fissato nel nostro programma una serie di scadenze che prevedevano l'ammodernamento della macchina regionale, la lotta gli sprechi, la valorizzazione delle risorse interne e quello che io ho definito un "decentramento spinto" sul modello di quanto avvenuto in altre Regioni come Lombardia e Toscana in cui sono state già decentrate funzioni agli enti locali. Una volta concluso questo processo è anche possibile definire in maniera precisa il numero di dipendenti di cui ha bisogno un'amministrazione regionale che va parametrato anche sulla base del numero di partecipate che svolgono funzioni di gestione. Non si possono fare raffronti con altre Regioni se prima non si realizza la riforma”.

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di Nico Falco
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