Politica / Politica

Commenta Stampa

Ingroia: "Metodo Falcone a rischio". L'Anm: stop a polemica

Dell'Utri, scontro sulla Cassazione. Alfano: "Pm violenti"

Berlusconi: "Ha sopportato 19 anni di gogna"

Dell'Utri, scontro sulla Cassazione. Alfano: 'Pm violenti'
11/03/2012, 19:03

ROMA – Non accenna a placarsi il violento scontro tra i magistrati e gli esponenti del Pdl a due giorni dalla decisione della Corte di Cassazione in merito all’annullamento della condanna in appello per concorso esterno in associazione mafiosa del senatore Marcello dell’Utri. Dopo un sabato infiammato dalle dichiarazioni al vetriolo, è Angelino Alfano ad intervenire a gamba tesa: “Ho letto commenti violenti sulla sentenza Dell'Utri da parte del partito della magistratura - ha detto oggi a Udine il segretario del Pdl - Quando le sentenze erano di loro gradimento, dicevano che le sentenze non si commentano. La magistratura è divisa in partiti che per eufemismo si chiamano correnti; correnti che fanno congressi e che hanno iscritti”. E se Berlusconi sostiene che finora Dell'Utri ha sopportato “diciannove anni di sofferenza e di gogna, una cosa incredibile”, il procuratore di Palermo Antonio Ingroia risponde ad Alfano: “Non c'è alcun partito di giudici ma solo la necessità di uscire dalle sterili polemiche politiche gridate. Nessuno può cancellare le sentenze. Tutti i provvedimenti giudiziari possono e devono essere soggetti a critiche, che sono legittime quando sono argomentate. Non si può dire la stessa cosa con gli insulti e gli attacchi sguaiati che spesso vengono rivolti ai magistrati della pubblica accusa. E' auspicabile e necessario avviare un confronto civile nel rispetto di tutti e di ciascuno”. “Spero che questa sentenza non si trasformi nel colpo di spugna finale al metodo Falcone - aveva detto in precedenza Ingroia in un'intervista al Fatto Quotidiano - perché da due decenni siamo testimoni in un'instancabile opera di demolizione del lavoro della magistratura siciliana, iniziato dal pool antimafia di Falcone e Borsellino e proseguito dopo la loro morte”. Sulla sentenza, Ingroia afferma che “i giochi sono ancora aperti perché questa non è una sentenza di assoluzione - precisa - e tutto si deciderà nel nuovo processo, c'è amarezza con la coincidenza del ventennale della morte di Falcone e Borsellino”. “Siamo in una fase molto delicata di acquisizione di nuove verità - prosegue il procuratore - sulle stragi e sui depistaggi. È triste assistere, proprio in questo anno, al montare di un nuovo revisionismo politico-giudiziario sulla stagione di Falcone e Borsellino”. Il procuratore si dice meno sorpreso della sentenza “conoscendo la cultura della prova del presidente Grassi, che è completamente lontana dalla mia”. “Dire che al concorso esterno non crede più nessuno fa a pugni con tante sentenze ormai definitive”, precisa Ingroia che prova a spiegarsi la sentenza del pg Iacoviello con la volontà di sottolineare che “l'annullamento con rinvio non equivale ad una dichiarazione di innocenza dell'imputato” ma “alcuni suoi passagi ed espressioni un pò forti - aggiunge - appaiono incoerenti con questa conclusione”. 

UCPI: ATTACCHI VIRULENTI E SCOMPOSTI A PG CASSAZIONE - "Si puo' dissentire dalle requisitorie dei pm o dalle arringhe degli avvocati, ma cio' che sta avvenendo in queste ore nei confronti del Pg della Cassazione e del presidente della sezione della Corte che hanno concluso il processo Dell'Utri e' qualcosa che va al di la' del diritto di critica e che deve far riflettere". Lo sottolinea in una nota la giunta dell'Unione Camere Penali. "Criticare le sentenze emesse dai Tribunali e' un sacrosanto diritto, delle parti, dei cittadini, della stampa e anche criticare gli esiti di un processo e' un diritto, sebbene, in assenza di una sentenza ancora non scritta, perlomeno gli uomini di legge dovrebbero mostrare un minimo di cautela nel suo esercizio". L'Ucpi aggiunge che "un magistrato di grande esperienza e di riconosciuta indipendenza, come il sostituto procuratore generale Iacoviello, e' stato oggetto di un attacco virulento e scomposto da parte di alcuni suoi colleghi appartenenti o ex appartenenti all'ufficio di Procura che aveva istruito il processo".

FERRI (ANM): “STOP A POLEMICHE” - "Noi magistrati dobbiamo essere i primi a credere nell'indipendenza e nell'autonomia dei giudici e a ricordare che questi principi valgono anche per il pm in udienza, anche quando si tratta di un rappresentante della Procura della Cassazione. Per questo devono cessare gli attacchi frontali rivolti da alcuni giudici alla Cassazione e al pg della Corte, anche perchŠ nessuno conosce ancora le motivazioni della decisione su Dell'Utri". Lo sottolinea Cosimo Ferri di Magistatura Indipendente, la toga più votata dell'Anm. Ferri, inoltre, ha sottolineato che "non esiste un partito della magistratura", come ha invece sostenuto oggi il segretario del pdl Angelino Alfano, anche se "questi scontri interni possono dare una simile immagine all'esterno, favorendo una delegittimazione dell'intera magistratura". Ferri, infine, concorda con la proposta avanzata da Luciano Violante di mettere mano al concorso esterno in associazione mafiosa per ridefinirne i contorni e inserirlo nel codice penale.

 

Commenta Stampa
di Davide Gambardella
Riproduzione riservata ©