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Dalla Camera via libera al conflitto di attribuzione

“Democrazia Day”: per dire no alle leggi ad personam

Costituzione e resistenza: in piazza con queste 2 parole

“Democrazia Day”: per dire no alle leggi ad personam
05/04/2011, 16:04

ROMA – Dalla piazza virtuale a quella reale. Giornata di fermento nella capitale, dove ancora una volta il popolo dei cybernauti si organizza on line, fissa un appuntamento e si raduna in piazza. Diverse manifestazioni, per l’esattezza 3, vanno ad arricchire il “Democrazia Day”, l’appuntamento di coloro che intendono protestare contro l’ennesimo tentativo del centrodestra di salvare Silvio Berlusconi da tutti i processi che pendono sul suo capo. “Giustizia e Libertà”, “Articolo 21” e “Popolo Viola”, infatti, hanno lanciato inizialmente l’appello sul web: immediata la raccolta di centinaia di cittadini. Proprio in questo modo, a suon di click e di migliaia di commenti sui siti delle organizzazioni, è nata la “Giornata della Democrazia”: la giornata di tutti quei cittadini che non ne possono più dei tentativi della Casta di proteggere se stessa. Il Paese, insomma, sembra non essere più disposto a tollerare l’impunità. È proprio questo ciò che sostengono i promotori dell’iniziativa, che si sono dati appuntamento in diverse piazze romane, ad iniziare da piazza Montecitorio.
Tra i sostenitori del “mandiamo a casa il governo Berlusconi” non poteva mancare a piazza Montecitorio il leader dell’IdV, Antonio D Pietro, che ancora una volta ha auspicato uno scioglimento anticipato delle Camere: “Prima che si passi dalla manifestazione alla rivolta vera e propria, invito i cittadini a dare seguito ad un referendum politico che metta con le spalle al muro il presidente del Consiglio e indichi, al presidente della Repubblica, la dicotomia ormai esistente tra una maggioranza numerica in Parlamento e una maggioranza politica che non c’è più”. Così Antonio Di Pietro ha giustificato la sua presenza in piazza, mentre affluiscono i manifestanti che si sono dati appuntamento davanti al Parlamento per contestare i provvedimenti del governo sulla giustizia. Dal leader dell’IdV è arrivato l’allarme sulla possibilità che le manifestazioni, ora pacifiche, possano trasformarsi in qualcosa di più violento. Anche il Pd non manca di dare il suo assenso alla protesta, e anzi, ha organizzato per questa sera a Piazza Santi Apostoli “La notte bianca della democrazia”, dalle 20 alle 24. Numerose le adesioni, tra cui “Rete degli Studenti”, “Unione degli Universitari”, Italia dei Valori, Sinistra e Libertà, i Verdi, Dario Fo e Franca Rame, Moni Ovadia, “Giovani per la Costituzione” e tanti altri. Costituzione, resistenza ed unità. Sono queste le tre parole d’ordine del “Democrazia Day”, che dice no alle leggi ad personam. In che modo? Nel rispetto della Costituzione italiana e nel rispetto del nostro tricolore.

DALLA CAMERA L’OK AL CONFLITTO DI ATTRIBUZIONE
L’Aula della Camera solleverà di fronte alla Corte Costituzionale un conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato contro i giudici che hanno rinviato a giudizio il premier Silvio Berlusconi per il caso Ruby. L’Assemblea di Montecitorio, infatti, ha approvato la richiesta in tal senso avanzata dai capigruppo di Pdl, Lega e Responsabili, Fabrizio Cicchitto, Marzo Reguzzoni e Luciano Sardelli. La richiesta della maggioranza è stata approvata con 12 voti di scarto. L’assenso della Camera al conflitto di attribuzione sul processo Ruby è stato dato con una votazione senza registrazione.

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di Antonio Formisano
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