Politica / Regione

Commenta Stampa

Raccolta firme presso i gazebo dell'Idv

Di Pietro a Napoli al mercato di Poggioreale


.

Di Pietro a Napoli al mercato di Poggioreale
31/05/2010, 16:05

NAPOLI - Visita del leader dell’Italia dei Valori Antonio Di Pietro oggi al mercato di Poggioreale di Napoli."C'é una totale insufficienza di attenzione da parte del Governo nazionale e delle realtà territoriali nei confronti del problema dei rifiuti in Campania". Lo ha affermato Antonio Di Pietro, leader dell'Italia dei Valori, oggi a Napoli per un giro tra gli stand allestiti in città per la raccolta di firme per i referendum promossi dal suo partito. "Dopo la seconda discarica - ha detto in merito all'apertura di un secondo sito a Terzigno, in provincia di Napoli - ne arriveranno una terza, una quarta, una quinta. Berlusconi ha fatto il gioco delle tre carte: ha solo spostato i rifiuti da una parte all'altra senza risolvere la questione". "Il premier ha mostrato ancora una volta di aver venduto fumo - ha concluso - e ha turlupinato l'opinione pubblica per accaparrarsi un voto che non meritava e non merita"."Inutile, dannosa, insufficiente perché non rilancia l'economia del Paese e a pagare è soprattutto la parte debole dell'Italia, pagano indistintamente tutti coloro che hanno un reddito fisso, gli enti di cultura e di ricerca e soprattutto il Sud". A causa dei tagli previsti ad amministrazioni ed enti locali, per Di Pietro, "non si avranno più nemmeno i soldi per portare bambini a scuola, per l'assistenza agli anziani". Sui tagli agli enti di cultura e di ricerca, Di Pietro sottolinea la necessità di valutare caso per caso. "Mi pare una cosa giusta - ha spiegato - fare una verifica ente per ente, all'interno del Ministero della Cultura, considerando la storia personale di ognuno". "Invece è stato stilato un elenco dal Ministero dell'Economia senza sapere neanche cosa rappresentino questi enti - ha concluso - E sono stati tagliati anche enti di ricerca in attivo che possono rappresentare il futuro dell'innovazione tecnologica e del lavoro".
E' un testo "inemendabile" che "impedisce ai magistrati di lavorare e ai cittadini di essere informati", definisce così il leader la legge sulle intercettazioni all'esame del Senato e dice: "Subito dopo la promulgazione di questa legge fascista e piduista chiederemo ai cittadini di esprimersi a riguardo", promuovendo un apposito referendum abrogativo. "In un'epoca in cui tutti utilizzano la tecnologia e i delinquenti si sono attrezzati con computer, internet, cellulari - ha aggiunto - è assurdo togliere ai magistrati lo strumento principe delle investigazioni". Per Di Pietro, la possibilità di pubblicare riassunti delle intercettazioni telefoniche è una "beffa", una "soluzione criminogena", un "non senso giuridico, logico e lessicale" facile da capire "anche per uno come me che parla poco l'italiano". "Riassumere - ha spiegato - significa dare una interpretazione dell'intercettazione". "Non c'é niente di peggio per disinformare l'opinione pubblica che fornire un riassunto - ha concluso - anche perché non è scritto da nessuna parte quanto deve essere lungo".

Commenta Stampa
di Nando Cirella
Riproduzione riservata ©