Politica / Parlamento

Commenta Stampa

Sotto inchiesta le frasi sul Capo dello Stato

Di Pietro indagato dalla Procura della Repubblica


Di Pietro indagato dalla Procura della Repubblica
06/10/2009, 19:10

Rischia grosso Antonio Di Pietro.
La Procura della Repubblica sta infatti valutando se avanzare nei confronti del leader dell'Italia dei Valori l'accusa di reato di offese nei riguardi del Capo dello Stato.
Al centro della questione ci sono le pesanti frasi di Di Pietro contro il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, rigurdo la promulgazione della legge sullo scudo fiscale.
Il politico di Montenero di Bisaccia, che etichettò la firma di Napolitano alla manovra fiscale come "un atto di viltà ed abdicazione", oggi si difende così:
"Aspetto e rispetto serenamente le valutazioni che la Procura della Repubblica vorrà dare. - ha affermato il capogruppo di Italia dei Valori - Non mi avvarrò di alcuna immunità parlamentare e rivendico il mio diritto-dovere, come cittadino e come rappresentante eletto del popolo, di criticare quei provvedimenti e quelle azioni che ritengo lesive della Costituzione e del diritto da chiunque essi provengano, Capo dello Stato compreso".
"Ho usato parole forti - spiega Di Pietro - non in relazione alla sua responsabilità di non firmare ma rispetto a una sua affermazione gravissima secondo cui tanto la legge l'avrebbero rivotata comunque".
"In un Paese normale bisognerebbe fare una tavola rotonda su quanto accaduto e domandarsi: il presidente della Repubblica sta interpretando correttamente la Costituzione o sta piuttosto rinunciando alla difesa di una sua parte? Tutti mi hanno dato contro, anche il Pd che mi ha minacciato: a questo punto mai con Di Pietro. Voglio vedere dove vanno"
Intanto la Procura della Repubblica sta passando in esame anche l'interrogazione parlamentare fatta dal presidente emerito della Repubblica, il senatore Francesco Cossiga, al ministro della Giustizia, Angelino Alfano, e a quello degli Interni, Roberto Maroni.
L'ultima parola spetterà però proprio ad Angelino Alfano.
Infatti, qualora la procura decidesse di iscrivere Di Pietro sul registro degli indagati, dovrà chiedere l'autorizzazione a procedere nell'indagine al ministro della Giustizia, il cui parere sarà vincolante.
Lo stesso Alfano che Antonio Di Pietro ha duramente attaccato sulla questione "lodo".
"(To)Nino non aver paura". Alfano ha difatti già "salvato" la Guzzanti dalle indagini della Procura (per le frasi su Benedetto XVI) e non sembra intenzionato a preparare lo smacco al rivale politico.
Accuse a parte, il gioco dei ruoli gioca sempre brutti scherzi.

Commenta Stampa
di Salvatore Formisano
Riproduzione riservata ©