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L'ex pm: "Porterò con me 200mila testimoni"

Di Pietro indagato, offese al Capo dello Stato


Di Pietro indagato, offese al Capo dello Stato
03/02/2009, 20:02

Antonio Di Pietro finisce sul registro degli indagati per “offesa all’onore o al prestigio del presidente della Repubblica”. Ma si dice pronto a replicare. E quindi, a denunciare per calunnia. L’iscrizione dopo le affermazioni rese durante la manifestazione di mercoledì in piazza Farnese nella Capitale. Un atto dovuto, quello della Procura di Roma, scattato in seguito alla denuncia presentata sabato scorso dall’Unione delle Camere Penali. Una denuncia firmata dal presidente Oreste Dominioni e dal vicepresidente Renato Borzone, rivolta contro Di Pietro e suoi eventuali concorrenti. Per l’Ucpi “la vistosità della portata offensiva di tali affermazioni ha determinato unanimi comportamenti di ferma indignazione. Accusando il presidente della Repubblica – continuano gli avvocati in una nota - di comportamenti non imparziali ed omissivi assimilati a quelli di natura omertosa propri della mafia -  l’onorevole Di Pietro ha oscurato la limpidezza morale e il credito di cui devono essere necessariamente circondate le attribuzioni del capo dello Stato, delegittimandolo nella persona e nella istituzione che rappresenta”. "Lei dovrebbe essere l'arbitro, a volte il suo giudizio ci appare poco da arbitro e poco da terzi". Questo uno dei passaggi del discorso, insieme a "il silenzio è mafioso, e io non voglio rimanere in silenzio". Il tutto contro la non opposizione di Giorgio Napolitano al Lodo Alfano. La replica dell’ex pm, comunque, non si fa attendere “Bene ha fatto la Procura di Roma ad iscrivere, come atto dovuto, la denuncia presentata dall’avvocato Dominioni, allo stesso tempo presidente dell’Unione delle Camere Penali e legale della famiglia Berlusconi. La Procura – annuncia battagliero il leader Idv - farà altrettanto bene quando iscriverà il nome di Dominioni e di chi, insieme a lui, mi ha calunniato sulla falsa presupposizione che io abbia offeso il Capo dello Stato. E’ un grave errore – sostiene Di Pietro - affidarsi a ricostruzioni giornalistiche sommarie, piuttosto che accertare prima quel che è successo realmente. Porterò con me, come testimoni, oltre 200mila persone che, attraverso la diretta streaming, hanno assistito al mio intervento”. Per Di Pietro l’avvocato Dominioni potrà portare solo un generico “sentito dire” nell’eventuale aula di Giustizia.

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di Giulio d'Andrea
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