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Durante il dibattito sull'aggressione di domenica

Di Pietro parla alla Camera, ma il Pdl se ne va


Di Pietro parla alla Camera, ma il Pdl se ne va
15/12/2009, 12:12

ROMA - Mentre il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano invita alla calma e al dialogo, qualcuno in Parlamento non ci sente da quell'orecchio. E la dimostrazione si è avuta oggi. C'era un dibattito alla Camera dei Deputati sulla relazione fatta dal Ministro dell'Interno Roberto Maroni, riguardo ai fatti di domenica sera a piazza Duomo. Al termine, come è prassi, viene data la possibilità ad un rappresentante per ogni gruppo parlamentare di parlare per dire cosa ne pensa. Oggi, quando è stato il turno di Antonio Di Pietro, leader dell'Italia dei Valori, si è dovuto attendere diversi minuti, per dare modo agli oltre 300 deputati della maggioranza di andarsene dall'aula, perchè hanno deciso di non ascoltare le dichiarazioni che sarebbero state fatte. Di Pietro non si è scomposto: "Voglio rispettare chi ha deciso di non ascoltare, non vorrei rovinargli le orecchie con le mie parole"; e poi ha proseguito: "Noi non facciamo opposizione in odio a Berlusconi, ma per amore del paese. Noi da 15 anni a questa parte diciamo che i provvedimenti presi dal governo umiliano le coscienze, mortificano le istituzioni, che il modello di questo governo che toglie ai poveri per dare ai furbi e che favorisce i criminali fomenta l'odio. E' questa disparità di trattamento che crea disperazione, questo arma la mano. L'istigazione è provocata dai comportamenti della maggioranza e del governo che piega il Parlamento per fare leggi a uso e consumo proprio. Se davvero volete rispettare il dettato del presidente della Repubblica allora cominciate nei prossimi giorni a non portare in aula provvedimenti che servono a far sfuggire dalla giustizia chi invece dovrebbe rispondere alla giustizia, leggi come il processo breve o il lodo Alfano bis. Non si può accettare di violare la legge e la Costituzione in nome di una maggioranza ricevuta dal voto".

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di Antonio Rispoli
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