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Contestato l’avallo dell’accordo per De Luca

Di Pietro resta al timone dell’Idv, non senza critiche


Di Pietro resta al timone dell’Idv, non senza critiche
08/02/2010, 16:02

ROMA - Il primo congresso dell’Italia dei Valori ha incoronato come leader Antonio Di Pietro. Un esito che in pochi avrebbero messo in dubbio, anche se non sono mancate le critiche: tra le più ferventi, quelle che riguardano l’ok a De Luca. Il web, intanto, la pensa diversamente: per il popolo di Internet il leader naturale è De Magistris.


De Luca spacca l’Idv, le alleanze non vanno meglio
La scelta di De Luca come candidato per il centrosinistra ha avuto ripercussioni anche nel partito di Di Pietro, in un momento molto delicato come quello del primo congresso. Per l’ala del partito guidata da De Magistrisi, avallare una candidatura del genere significa rinnegare tutte le belle parole spese contro i politici con guai giudiziari.
Ma non si tratta di una prassi. E’, con un po’ di fortuna, la prima e l’ultima volta che l’Idv appoggerà un candidato su cui pende un rinvio a giudizio. Massimo Donadi, capogruppo dell’Idv, ha parlato di “operazione borderline”, “legata a circostanze irripetibili come la necessità di salvare la Campania dalla camorra”.

De Magistris storce il naso anche quando si parla di alleanze. “Nnon si possono fare armate Brancaleone anche se lo scopo è quello di buttare giù Berlusconi”, commenta amaramente. E così, pollice verso nei confronti di accordi con l’Udc di Cesa e Cuffaro. Non è una questione di “steccati ideologici”, spiega De Magistris, aggiungendo che certe scelte vanno prese per una questione di coerenza.

I ribelli dell’Idv chiedono la rivoluzione
Il primo congresso è stato anche l’occasione per far venire fuori tutti i risentimenti nati in seno al partito e le opinioni contrastanti su alcune scelte non condivise. E’ il caso dei doppi incarichi, delle assenze in aula, delle incompatibilità e dei conflitti di interesse. Tutte questioni che vanno a formare “la gestione personalistica e patrimonialistica che ha fatto del partito di Di Pietro una sorta di feudo medievale”. I “ribelli” vorrebbero che venisse finalmente superata la fase del partito “di uno solo”, per arrivare ad una struttura federale basata sui circoli, con lo scopo di eliminare la discrepanza fra locale e nazionale.

La rete invoca De Magistris
La decisione di appoggiare De Luca non è per niente piaciuta agli internauti dell’Idv, che proprio sul web esternano la propria delusione. Nella pagina Facebook di Antonio Di Pietro sfiorano i 200 i commenti critici. E c’è anche chi ipotizza la via drastica: una scissione del partito, che vedrebbe come leader alternativo l’ex magistrato Luigi De Magistris, determinato a non sacrificare certi valori per convenienze politiche. E la delusione potrebbe riflettersi anche sul voto alle prossime elezioni: sono infatti molti coloro che annunciano che non voteranno per il candidato indicato da Di Pietro.

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di Nico Falco
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