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A causa dello scioglimento delle Camere, le firme sono nulle

Di Pietro: ricorso alla Consulta per poter fare i referendum


Di Pietro: ricorso alla Consulta per poter fare i referendum
09/01/2013, 12:22

ROMA - Antonio Di Pietro non si arrende. Farà ricorso alla Corte Costituzionale affinchè dichiari valido il deposito delle firme raccolte dall'Idv per il referendum sull'abolizione delle modifiche apportate dal governo Monti all'articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori e per l'abolizione di una legge, varata dal governo Berlusconi, che aveva cancellato il valore universale dei diritti contenuti nel contratto nazionale di lavoro. Il deposito, legge alla mano, è stato reso impossibile dalla decisione del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di sciogliere le Camere a fine dicembre. Bastava spostare la decisione di pochi giorni, al primo gennaio, per rendere valida la raccolta firme; ma così non è stato. E così le firme di oltre un milione di cittadini rischiano di finire al macero perchè inutilizzabili. Per questo oggi Di Pietro ha depositato comunque le firme in Cassazione, annunciando il ricorso alla Consulta. 
Ma, per quanto gli intenti del referendum siano condivisibili, appare difficile che la Corte Costituzionale possa dargli ragione, dato che il problema è di tipo amministrativo-burocratico.  

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di Antonio Rispoli
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