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Il leader Idv:"Non agli inciuci con questa maggioranza"

Di Pietro:"Con il diavolo non si dialoga"


Di Pietro:'Con il diavolo non si dialoga'
23/12/2009, 17:12

Al rilassato e forse un po' opportunistico clima Natalizio che da qualche giorno pare aver investito senza distinzione sia la maggioranza che l'opposizione di governo, sembra non volersi uniformare il leader dell'Italia dei valori Antonio Di Pietro. Perchè? Semplice: "Con il diavolo non si può dialogare". In una lunga "letterina" di Natale l'ex pm immagina di poter dialogare con Gesù Bambino e tenta in tutti i modi di mettere in guarda società e politica da quello che a suo avviso può definirsi "il diavolo di questo governo". Nessun inciucio di alcun genere con la maggioranza, dunque, e senso di diffidenza sempre attento e pronto a fiutare i tranelli. Per Di Pietro, del resto, il nodo è piuttosto semplice:"c'é un diavolo al Governo che pensa di usare le istituzioni solo per farsi gli affari suoi. Che vuole addirittura cambiare la Costituzione perché nella Carta non è previsto che lui non può essere processato. Questo diavolo vuole che nella nostra Costituzione ci sia scritto che alcune persone (lui!) non possono essere processate, non che non possono commettere reati, intendiamoci. Lui questo lo chiama dialogo".
Altro che frasi riconciliatorie e baci sotto il vischio: le dichiarazioni di Renato Schifani che si dice "ottimista", di Giorgio Napolitano che ricorda quanto siano buoni i suoi rapporti con il Cavaliere ed  il "se son rose fioriranno" di Paolo Bonaiuti stonano in maniera lampante con il pensiero dipietrista. Più che di rose, infatti, l'Italia dei valori ama parlar di spine; mettendo in guardia tutti gli altri soggetti principali della vita politica del paese. Non c'è spazio per la distensione ed il dialogo: Di Pietro non si fida del suo eterno nemico ed invita tutti gli altri a fare lo stesso.
Eppure tutti, ma proprio tutti, sembravano oramai positivamente contagiati dalle nuove collaborazioni (guai a chiamarle inciuci) potenzialmente stipulabili tra maggioranza ed opposizione. In prima fila proprio il presidente del Senato, il quale, dopo le parole di Giorgio Napolitano, si era detto molto ottimista e convinto che "ce la faremo" ad instaurare un nuovo periodo di riforme. Anche il ministro degli Interni Roberto Maroni, dopo aver precisato che "le aperture di Bersani, confermate anche oggi da Violante, non inciucesche ma per un confronto in Parlamento su cose concrete, sono la strada giusta", aveva parlato di "alta politica" messa in campo da Pd e Pdl; aggiungendo inoltre che "l'inciucio è un accordo sotto banco per spartirsi posti di potere, mentre quanto detto da Violante e da Bersani è un'altra cosa, è la disponibilità a discutere in Parlamento di riforme costituzionali per adeguare un sistema istituzionale vecchio all'evoluzione della società italiana".
Di Pietro rimane quindi solo, consapevole che "gli altri ci attaccheranno perchè non abbiamo voluto prendere parte al tavolo del dialogo" ma fermamente persuaso del doppiogiochismo berlusconiano e della deriva personalistica che assumerebbe qualsiasi tipo di riforma proposta dal laeder del Popolo delle libertà. L'auspicio dell'ex magistrato è infatti quello che, dall'alto, qualcuno ci "liberi politicamente".

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di Germano Milite
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