Politica / Parlamento

Commenta Stampa

Questa mattina l'ok in commissione al Senato

Dietrofront del governo: quote rosa nelle società entro il 2015

Dovranno essere il 20% entro un anno, il 33% entro il 2015

Dietrofront del governo: quote rosa nelle società entro il 2015
09/03/2011, 11:03

ROMA - Ancora una volta, il governo dimostra la propria insicurezza. E così il "no" di ieri all'emendamento presentato da Maria Ida Germontani (ma che raccoglie l'orientamento di tutta la commissione Finanze del Senato) che fissa al 2015 il termine ultimo per le quote rosa nei consigli di amministrazione delle società quotate in Borsa, oggi arriva il sì. Niente più 2021, quindi, come detto ieri. Adesso la legge in questione prevede che entro un anno dalla sua approvazione definitiva, ci debba essere il 20% di donne nei consigli di amministrazione; quota che deve salire almeno al 33% entro il 2015. E' sempre poco, dato che l'umanità è fatta al 50% di uomini e donne, ma è meno di niente. Chi non si adeguerà, riceverà una prima diffida ad adempiere entro quattro mesi, seguita da una pesante multa; poi ancora una diffida ma di soli tre mesi. Al termine della quale il Cda decadrà ope legis e dovrà essere nominato il successivo con le modalità previste dalla legge.
Molto soddisfatta Lella Golfo, presidentessa della fondazione Bellisario e prima firmataria del disegno di legge: "E' una bella giornata e credo che il risultato raggiunto premi la lunga battaglia. A questo punto aspettiamo con fiducia la decisione dei capogruppo sulla procedura da seguire, certe che verrà individuata la migliore e più rapida soluzione possibile per un'approvazione su cui oramai si è trovata ampia convergenza. Il testo che oggi esce dalla Commissione Finanze del Senato è equilibrato e frutto di un giusto compromesso tra la necessità di una maggiore partecipazione femminile e i timori delle aziende. Oggi non solo le donne ma tutto il Paese ha raggiunto un traguardo epocale che ci equipara finalmente alle moderne democrazie europee in tema di pari opportunità. Possiamo esserne fiere"

Commenta Stampa
di Antonio Rispoli
Riproduzione riservata ©