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Direttiva Bolkestein: tutela degli stabilimenti balneari

Patriciello: “Salviamo i piccoli stabilimenti balneari”

Direttiva Bolkestein: tutela degli stabilimenti balneari
16/07/2013, 15:40

ROMA - La Direttiva Bolkestein (2006/123/CE) e la tutela degli stabilimenti balneari. Questo il tema affrontato nell’incontro capitolino tenutosi presso la Sala Colletti del Gruppo Parlamentare del Pdl  a cui ha preso parte l’On. Aldo Patriciello. La Direttiva Bolkestein, come noto, concede dal primo gennaio 2016 la messa all’asta di tutte le concessioni demaniali degli stabilimenti balneari in precedenza rinnovate tacitamente. Obiettivo dell’incontro dunque è individuare una soluzione in grado di scongiurare il pericolo di una liberalizzazione in tale settore che vanificherebbe i sacrifici e gli investimenti di nuclei familiari che da anni hanno avviato piccole attività imprenditoriali sulle nostre spiagge e che si troverebbero spogliate di tutto. Nel corso del vertice, a cui hanno preso parte con il Vice Presidente del Parlamento Europeo On.le Angelilli anche gli On.li Comi, Pizzolante, Floris, è stato evidenziato come l’Italia debba presentarsi a Bruxelles nel giro di un paio di mesi con una proposta politica forte, condivisa, univoca e compatibile giuridicamente con le sentenze della Corte di Giustizia dell’UE competente in materia.

“Finora  - afferma Patriciello - i Governi che si sono succeduti non hanno sottoposto al Commissario Barnier idee chiare; creando così un conseguente quadro frammentato che non ha permesso di trovare una soluzione. Bene ha fatto la Spagna le cui autorità nazionali hanno ottenuto una proroga di 75 anni sulla data di liberalizzazione delle concessioni (1/01/2016). Solo mediante una posizione giuridicamente sostenibile e politicamente valida quale potrebbe essere ad esempio la richiesta di una proroga specificando nelle motivazioni la tutela delle peculiarità che caratterizzano il nostro paese o  - continua Patriciello - mediante una sdemanializzazione che permetta ai comuni di acquistare le concessioni dal demanio affittandole agli attuali concessionari, potremmo scongiurare un ulteriore collasso della nostra economia. In un momento di profonda crisi come quella attuale bisogna prospettare una soluzione alle 30.000 aziende balneari. Proroghiamo la concessione delle spiagge non ancora attribuite a gara al 2015 e formuliamo per le altre una proposta di proroga o di sdemanializzazione che consenta di far restare le spiagge ai concessionari attuali evitando che siano vanificati tutti gli investimenti sostenuti finora. Speriamo attraverso un’azione unitaria del governo e dei gruppi parlamentari, con il coinvolgimento del Commissario Tajani, di portare a casa un risultato necessario se vogliamo tutelare un settore chiave della nostra economia fatta di piccole e medie imprese”.

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di Redazione
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