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Di Pietro:“Compitino di parole vuote e di circostanza”

Discorso di Napolitano: reazioni dal mondo politico


Discorso di Napolitano: reazioni dal mondo politico
01/01/2013, 10:48

ROMA - Reazioni dal mondo politico dopo il discorso del Capo dello Stato. Renata Polverini afferma il pieno appoggio al Presidente Napolitano: “Un messaggio altamente autorevole e pienamente condivisibile a partire dalla preoccupazione per la questione sociale, il lavoro, i giovani, la crescente povertà”. Il governatore della Lombardia non fa mancare il suo commento tramite il cinguettio e scrive : “Bello e condivisibile l'intervento di Napolitano che chiude un settennato di presidenza sempre all'altezza della grande responsabilità”. Non solo il mondo politico si è mobilitato per il Presidente, non sono mancati nomi eccellenti dello spettacolo. Il premio Oscar Roberto Benigni, reduce della sua ultima esperienza televisiva dedicata alla nostra Costituzione, ha telefonato al Presidente Napolitano per gli auguri e per porgergli i suoi complimenti. Arriva anche dal Cavaliere l’appoggio a Napolitano. Berlusconi, in una nota ufficiale fa sapere: “Mi riconosco nelle parole rivolte a tutti gli italiani dal presidente della Repubblica che ha ricordato la pesante eredità che grava sul futuro delle nuove generazioni e l'urgenza di promuovere la ripresa della nostra economia per risolvere la drammatica crisi sociale che affligge l'Italia”. Il segretario Bersani ha affermato: “ Napolitano ha detto questa sera le parole della realtà e ci ha indicato la strada.  La 'questione sociale' evocata da Napolitano deve essere al centro delle preoccupazioni, pur nelle condizioni del necessario rigore e in una prospettiva europea".
Sottolinea l’impegno per i giovani il segretario del Pdl, Angelino Alfano: “Bisogna pensare alle nuove generazioni senza dimenticare gli errori del passato. Serve la crescita per ripartire". Polemico, invece, il radicale Pannella : “Nella sostanza, il Presidente della Repubblica è il primo nella pratica evidente ad ignorare ed a ferire quanto la nostra Costituzione ci detta , è lui per primo essere ed agire incurante di qualsiasi regola, di qualsiasi norma, di qualsiasi caratteristica della nostra ex democrazia, della antidemocrazia che lui oggi purtroppo esprime anche con questo discorso, nel quale l'accenno al diritto e alla giustizia, tranne l'accenno iniziale alla giustizia sociale, non c'è stato”. Accuse di mancanza di argomenti e di sostanza giungono da Di Pietro, il quale asserisce che il discorso del capo dello Stato è stato il più vuoto di tutti i discorsi del suo mandato, una sorta di “auto elogio” fine a sé stesso, un “compitino fatto di parole vuote e di circostanza”.

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di Rosa Alvino
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