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Dismissioni. Rughetti (PD): Serve un programma

No a scelte dettate da emergenza

Dismissioni. Rughetti (PD): Serve un programma
12/09/2013, 15:31

ROMA - “Dobbiamo uscire dalla sindrome della conferenza stampa e fare un vero programma di dismissioni mobiliari ed immobiliari”. Così Angelo Rughetti, deputato del PD componente della Commissione bilancio, commenta l'iniziativa "molto positiva" avviata dall'Anci in attuazione delle recenti norme in materia di federalismo demaniale.
“Per le dismissioni immobiliari, continua Rughetti, occorre impostare un vero programma stabile nel tempo con obiettivi mirati e credibili. Troppe volte in passato sono stati dati dei numeri non compatibili con i tempi necessari per mettere in pratica operazioni di valorizzazione e con l'andamento del mercato”. Serve, secondo Rughetti, “una programmazione ed un raccordo istituzionale, un coordinamento delle varie competenze per evitare dispersione di energie e di risorse. CDP, Agenzia del demanio, Invimit, ministeri, comuni, province, regioni devono fare il proprio lavoro in autonomia e nel rispetto delle competenze di ciascuno, ma dentro uno schema unico che detti metodologie, modalità di cooperazione ecc”.
“Andrebbe valutata,  suggerisce Rughetti,  anche la possibilità di istituire una unità di missione anche dotata di poteri particolari a cui affidare poteri di impulso e coordinamento fino ad arrivare anche a forme di surrogazione delle amministrazioni inadempienti. Anche sulle dismissioni mobiliari, aggiunge Rughetti, occorre usciere dalla logica dell'emergenza e impostare un piano che parta da un criterio: ritirare la presenza dello stato da tutte le attività non strategiche e valorizzare tutti gli assets che invece si ritengono di interesse pubblico. Oggi il sistema delle partecipazioni dello stato e degli enti territoriali non corrisponde a scelte politiche lineari ma è il frutto di decisioni che si sono sovrapposte senza molta omogeneità e coerenza e quindi merita di essere ripensato”.
“Il mercato in molti settori, continua il deputato del PD, può offrire soluzioni, servizi e prodotti migliori rispetto a quelli erogati da aziende pubbliche, mentre in altri settori è strategica la presenza di aziende partecipate dagli enti pubblici. Allora serve che il governo ed il parlamento definiscano gli ambiti, migliorino la regolamentazione e individuino quale partecipazione mettere sul mercato senza fare regali a nessuno e senza svendere. Insomma una vendita ragionata non fatta solo per fare cassa! Su questo versante, conclude, un programma specifico andrebbe pensato relativamente alle partecipate degli enti territoriali con l'obiettivo di rafforzare queste aziende, ristrutturarle intorno a nuovi piani industriali e poi aprire i capitali a soci privati industriali o a soci finanziari. Manca totalmente una cultura di gestione di queste aziende che potrebbero invece rappresentare un valore aggiunto sul territorio sia in termini di investimenti sia in termini di occupazione. Si pensi ad esempio ai settori dei rifiuti, dell'energia che impatto potrebbero avere sulle economie locali”.

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di Redazione
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