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Franceschini: ennesima brutalizzazione del Parlamento

Dl anticrisi: ok alla Camera, ma con modifiche al Senato


Dl anticrisi: ok alla Camera, ma con modifiche al Senato
29/07/2009, 00:07

Il decreto anticrisi ha passato l’esame alla Camera (285 voti a favore e 250 contrari) ma, durante la discussione al Senato prevista per domani, ci saranno dei cambiamenti: l’accordo è stato già raggiunto oggi tra maggioranza e governo. Le modifiche dovrebbero riguardare alcuni dei più discussi punti del testo, ovvero il trattamento fiscale delle riserve auree di Bankitalia; la revisione della norma che sottrae al ministero dell’Ambiente le autorizzazioni relative all’impatto ambientale nella costruzione di nuovi siti per la produzione di energia; la revisione della riforma della Corte dei Conti.
Tra le principali novità introdotte dal testo, e che non dovrebbero subire modifiche al Senato, ci sono lo scudo fiscale, la mini riforma delle pensioni e la regolarizzazione di colf e badanti.
Nella votazione di oggi i voti a favore sono arrivati dai deputati del Pdl e della Lega, mentre hanno votato contro Pd, Idv ed Udc; si sono astenuti dal voto i deputati dell’Mpa, spiegando la decisione col fatto che il provvedimento si dimostra insufficiente per le Regioni del Sud.
Quasi fosse una risposta alle critiche sollevate dall’Mpa, il capogruppo Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto, ha invitato il governo ad una “definizione di un progetto organico per il Sud”. Malgrado ciò, Cicchitto ha comunque difeso l’operato del governo, definendo i numerosi provvedimenti delle “pillole” mirate al rilancio dell’economia, al contrario del “bisturi di Visco” e della “sciabola” usata da Romano Prodi nella Finanziaria 2007.
Il segretario del Pd, Dario Franceschini, che aveva già parlato negativamente della ‘prassi’ di approvare decreti non definitivi, è ritornato sull’argomento in seguito alla votazione, definendola “un’altra pagina nera di questo Parlamento brutalizzato”. “Il copione è sempre lo stesso, - ha dichiarato Franceschini intervenendo in Aula, - il Consiglio dei ministri approva in bianco un decreto, che poi viene pubblicato dopo 6-7 giorni; poi alla camera comincia la discussione ma si sa già che arriverà un maxiemendamento che umilia l’opposizione e il lavoro delle commissioni”.

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di Nico Falco
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