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Polemiche per la decisione di risolvere con un voto unico

Dl Anticrisi: ok delle commissioni, Pd lascia l'aula


Dl Anticrisi: ok delle commissioni, Pd lascia l'aula
22/07/2009, 00:07

Dopo il via libera delle commissioni Bilancio e Filanze della Camera, ha creato polemiche la decisione, per la conclusione dell’esame, di riunire le questioni più importanti e non ancora trattate in un unico pacchetto da votare con un solo voto. Una decisione che non è stata accolta con favore dal Pd, che in segno di protesta ha abbandonato l’aula; l’Udc ha scelto la via dell’astensione, mentre l’Idv si è espressa contro; l’Mpa, che pure ha scelto il “no”, si è però riservato di decidere se bocciare anche la fiducia al governo in Aula. Le reazioni sono state dettate dal fatto che, tra le questioni non ancora trattate e quindi finite nel calderone del pacchetto, c’erano temi scottanti come lo scudo fiscale, le nuove norme delle pensioni, la Tremonti-ter con gli sgravi fiscali per il rafforzamento patrimoniale delle aziende e la moratoria sui debiti delle piccole e medie imprese.

L’esame in Aula è slittato a domani, quando ci sarà l’inizio della discussione generale del decreto legge a Montecitorio. La decisione è stata presa dalla conferenza dei capigruppo, accettando la richiesta dei presidenti delle commissioni Bilancio e Finanze che chiedevano un altro giorno per esaminare il testo. Giovedì il governo potrebbe fare ricorso ad un altro voto di fiducia, che nell’eventualità ci sarà venerdì e sarà seguito dall’esame degli ordini del giorno fino a martedì. Nel caso non si decida di ricorrere al voto di fiducia, invece, si procederà normalmente con la votazione degli emendamenti; in ogni caso, il voto finale sul provvedimento arriverà probabilmente non prima di martedì della prossima settimana.

Durissima la reazione al “pacchetto unico” di Dario Franceschini, che parte dal caso in oggetto per criticare aspramente la politica del governo in materia di legiferazione. “Non possiamo non denunciare che il governo sta svuotando sostanzialmente il Parlamento senza dichiararlo”, ha affermato il leader del Pd, aggiungendo che “ormai con i decreti legge abbiamo sempre lo stesso iter, con un decreto in bianco che esce dal Consiglio dei ministri, per poi essere scritto da non si sa chi nei giorni successivi; una volta giunto in Parlamento la discussione viene subito troncata da un maxi-emendamento su cui viene posta la fiducia”. Nessuno spazio per eventuali proposte e modifiche, quindi: la minestra è questa, e deve piacere per forza.

Il governo, però, ha dovuto cedere inserendo un emendamento firmato Pd che consente all’autorità per l’energia e il gas di verificare anche i contratti di approvvigionamento nella verifica del prezzo del ‘gas release’: le commissioni Bilancio e Finanze della Camera hanno approvato l’emendamento nonostante il parere contrario dei relatori e del sottosegretario all’Economia, Alberto Giorgetti.

Nel decreto cosiddetto anticrisi, a sostegno delle piccole e medie imprese arriva una moratoria sui debiti, prevista in una riformulazione dell’emendamento al dl dei relatori Chiara Moroni e Maurizio Fugatti sugli sgravi fiscali per il rafforzamento patrimoniale delle imprese. Nel testo si legge che il Tesoro è autorizzato a stipulare, entro 120 giorni dalla data di entrata in vigore del decreto, una convenzione apposita con l’Abi “per favorire l'adesione degli istituti di credito a pratiche finalizzate alla attenuazione degli oneri finanziari sulle piccole e medie imprese anche in relazione ai tempi di pagamento degli importi dovuti tenendo conto delle specifiche caratteristiche dei soggetti coinvolti”.

Altro tema caldo, per non dire bollente, quello delle colf e delle badanti. Il testo approvato specifica che le soglie di reddito precedentemente stabilite (20mila euro annui per nuclei familiari monoreddito e 25mila per famiglie con più soggetti precettori di reddito), necessarie per la regolarizzazione, sono da riferirsi esclusivamente alle collaboratrici domestiche. Per le badanti, invece, la regolarizzazione può essere fatta anche da un componente della famiglia che non convive con la persona non autosufficiente presso la quale lavora la badante.

Prevista infine una mini sanatoria per le multe contestate fino a dicembre 2004, oltre al controllo del Parlamento sulla Corte dei conti e le risorse per la proroga delle missioni internazionali di pace.

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di Nico Falco
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