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Forse su una versione "light" del decreto

Dl crescita: Lega e M5S continuano a litigare sul "salva Roma"


Dl crescita: Lega e M5S continuano a litigare sul 'salva Roma'
23/04/2019, 11:05

ROMA - Oggi pomeriggio è previsto un nuovo Consiglio dei Ministri che dovrebbe varare finalmente il cosiddetto "decreto legge sulla crescita". Il condizionale è d'obbligo, visto che continuano gli attacchi reciproci, con la Lega che continua a pretendere le dimissioni di Virginia Raggi da sindaco di Roma e il Movimento 5 Stelle che pretende le dimissioni da sottosegretario di Armando Siri. dopo la sua iscrizione nel registro degli indagati. 

Si fa strada anche l'ipotesi di un decreto "light", cioè che preveda una riduzione delle risorse impiegate. In particolare la cosa riguarda il taglio dell'Ires e lo sconto fiscale sui capannoni. Due misure per cui verrebbero spesi solo 400 milioni, anzichè un miliardo. Soldi che proverrebbero da quota 100 e dal reddito di cittadinanza. Infatti, i paletti che sono stati inseriti in queste due norme hanno impedito a chi ne aveva bisogno di aderire a queste misure. Ma questa decisione è rifiutata dalla Lega, che lo vivrebbe come una sconfitta del suo provvedimento. Il problema è che comunque le risorse mancano. E se non venissero prese da soldi già stanziati, quali capitoli di spesa verrebbero tagliati? O quali tasse verrebbero imposte? Ed è in questa ottica che si deve anche leggere l'ultimatum di Salvini che rifiuta le norme "salva Roma" dicendo che "o si aiutano tutti i comuni o nessuno". In realtà, la città di Roma ha una situazione molto particolare, dato che ha una gestione commissariale del debito. Per cui tale gestione può essere spostata in capo allo Stato senza alcun nuovo onere. Mentre aiutare gli altri comuni a risanare i propri debiti significa sborsare nuovi soldi. Da trovare dove?

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di Antonio Rispoli
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