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Da valutare oltre 300 emendamenti entro il 15

Dl Femminicidio, lite sulla irrevocabilità

L'esame slitta alla settimana prossima

Dl Femminicidio, lite sulla irrevocabilità
04/10/2013, 18:46

ROMA - La prosecuzione dell'esame sul decreto legge per il contrasto del femminicidio è stato slittato alla settimana prossima. Oggi in Aula alla camera è scoppiata la lite sulla irrevocabilità della querela. Restano infatti ancora da esaminare diversi emendamenti al testo, 300 circa,anche se molti sono stati ritirati dai presentatori; grandi i timori del governo sulla conversione in legge del testo visto che il 15 ottobre decade il decreto e ancora deve passare al Senato. 

Durante l'esame degli emendamenti all'articolo 1 del dl sul femminicidio si è formato un fronte per abrogare una modifica approvata dalle commissioni Affari Costituzionali e Giustizia come tentativo di mediazione. Il testo originario del governo stabiliva infatti che la "querela proposta è irrevocabile", tuttavia, con un emendamento dei relatori Donatella Ferranti, del Pd e Francesco Paolo Sisto, del Pdl, approvato dalle commissioni a fine settembre, l'irrevocabilità della querela era stata limitata solo ai casi di minacce gravi e reiterate ma non ai reati meno gravi di stalking e violenza domestica.

Durante le votazioni in Aula cominciate stamane Sel, M5s, il Psi, una parte del Pd, una parte di Scelta Civica ealcuni deputati Pdl hanno presentato emendamenti identici per chiedere la soppressione della modifica introdotta con l'emendamento dei relatori. La norma stabilisce che "la remissione della querela può essere soltanto processuale", ossia può essere revocata solo di fronte all'autorità giudiziaria, al pm o al giudice, e che è "comunque irrevocabile se il fatto è stato commesso mediante minacce reiterate" nei casi più gravi di stalking e maltrattamenti.

Dopo un ampio e animato dibattito, in cui i sostenitori della revocabilità della querela sempre hanno perorato la loro causa, gli emendamenti identici, con un'unica votazione, sono stati respinti. Vista che gli animi si stavano surriscaldando Enrico Costa (Pdl) ha annunciato che "da noi non verrà alcuna indicazione pregiudiziale sulla questione". 

Intanto la Lega è già arrivata con una proposta "shock" trasposta in un emendamento di Nicola Molteni: niente gratuito patrocinio alle donne vittime di reati che hanno redditi elevati.
"Il decreto legge che andiamo a convertire rappresenta un provvedimento che non è solo la tutela di un diritto, ma punta al riconoscimento della violenza di genere come reato dotato di una sua specificità culturale" ha detto Enza Bruno Bossio intervenendo alla Camera. 

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di Flavia Stefanelli
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