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Ci ha impiegato meno di un'ora a decidere

Dl interpretativo: Napolitano firma a tempo di record


Dl interpretativo: Napolitano firma a tempo di record
05/03/2010, 23:03

ROMA - Probabilmente sono stati battuti tutti i record: meno di un'ora dalla notizia che il Consiglio dei Ministri ha scritto un decreto legge che viene definito "interpretativo" alla notizia che Giorgio Napolitano, nonostante l'ora tardissima, ha immediatamente firmato il provvedimento. In pratica, non c'è stato neanche il tempo materiale di leggerlo, men che meno di esaminarlo. Il "popolo viola" ha tentato di organizzare in extremis una manifestazione sotto il Quirinale, per chiedere il rispetto delle leggi e della democrazia, ma il Presidente della Repubblica non ha dato loro neanche il tempo di arrivare.
Intanto le dichiarazioni dell'opposizione, sono forti. Antonio Di Pietro, leader dell'Italia dei Valori, ha dichiarato: "Non si tratta di interpretazione, ma di un palese abuso di potere che in uno Stato di diritto andrebbe bloccato con l'intervento delle forze armate al fine di fermare il dittatore. Noi ci appelleremo alla societá civile e scenderemo in piazza con una grande manifestazione di protesta civile e democratica". Anche Emma Bonino, candidata radicale alla guida della Regione Lazio non è da meno: "È una delle pagine più vergognose della storia del Paese dal punto di vista giuridico. Non ci sono parole. Non ci sono situazioni che possono autorizzare un governo a emettere norme palesemente illegali". Gravissimo il silenzio con cui è stata accolta la notizia dall'Udc e dal Pd.
Invece sprizzano felicità da tutti i pori, i membri del governo, a cominciare dallo stesso Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi: "Sono uscito dal Consiglio dei Ministri dove stiamo facendo un decreto legge interpretativo delle norme che attengono alle elezioni, in modo che, speriamo, si possa ritornare a dare il diritto di voto anche ai nostri elettori del Lazio e della Lombardia".
Perchè il problema è esattamente questo: il decreto non riguarda i cittadini italiani, ma solo quella piccola parte di elettori del Pdl, del Lazio e della Lombardia, che non avrebbero avuto la possibilità di votare alle elezioni regionali del 28 e 29 marzo Roberto Formigoni o Renata Polverini, i quali non hanno alcun diritto di partecipare, perchè allo stato non hanno i requisiti di legge.

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di Antonio Rispoli
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